FLOGGING MOLLY

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Non so esattamente cosa stavo cercando. Cercavo un gruppo in cui potessi credere, con canzoni vere, reali.


Allora prima di tutto volevo chiederti come è stato il primo impatto con i Flogging Molly. Prima di far parte della band eri un fan. Che cosa stavi cercando quando hai trovato i Flogging Molly?

Non so esattamente cosa stavo cercando.  Cercavo un gruppo in cui potessi credere, con canzoni vere, reali. Non stavo cercando musica irlandese, ma quando andai al pub [Molly Malone’s, ndr] e vidi i membri del gruppo, mi colpirono, sai, come una tonnellata di mattoni! Io pensai “Questo è REALE, non è uno scherzo, non è una messinscena”. Ero rapito dalla dedizione dei musicisti, e sicuramente sono stato rapito ancora di più quando a 17 anni Dave mi chiese di entrare nella band.  Come potevo rifiutare? Si parla di 14 anni fa…

Tu non eri parte del Line-Up quando è stato registrato il primo album “Alive behind the green door”. Cosa hai provato la prima volta che lo hai sentito?

Beh, la verità è che io e mio padre avevamo i microfoni e stavamo registrando “Alive behind the green door”, quindi ero lì sullo stage. E la prima impressione ad essere sincero è stata che la band suonava molto meglio live che nella registrazione. Pensavo che la registrazione non fosse buona ad essere sincero, questa fu la mia prima opinione. Comunque, già sapevo che sarei entrato a far parte della band, e non vedevo l’ora ad esempio di migliorare le registrazioni. Sapevo che l’obbiettivo era quello di andare in studio e registrare un album, che poi è diventato “Swagger”. Questa è la verità. Non è un “Oh, ommioddio, è stato così bello”, no. Adesso, quando lo ascolto, lo adoro, perché mi riporta a quel tempo. Sai, in quel tempo sei critico, dici “mmm… non lo so”, e senti che vuoi fare di meglio. Questa fu la mia prima reazione.

Sempre parlando di “Alive behind the green door” c’è una canzone che si intitola “I’ve never met a girl like you before” (che personalmente adoro ad essere sincero)…

Anche io anche io…

Questa canzone non fa parte di nessun album. Se posso chiedere, come mai?

Ho fatto anche io questa domanda a Dave, perché anche io adoro quella canzone. Io penso che questa canzone non piaccia più a Dave, questa credo sia la verità. Probabilmente questa canzone non rappresenta dove vogliamo andare. Sebbene io non sia completamente d’accordo, perché anche a me piace molto questa canzone, io capisco questa cosa. Ho provato diverse volte a chiedere o a proporre questa canzone, ma mi è stato sempre risposto di no. E io non voglio insistere, perché c’è sicuramente un motivo, magari non prova le stesse cose di quando ha scritto la canzone… Nello stesso album c’è un’altra canzone, “Between a man and a woman”, che invece è stata registrata in “Float”. Io amo questa canzone, e ho cercato di spingere per includerla, ma probabilmente è qualcosa che si vuole “abbandonare”, “progredire” per quanto riguarda la sonorità. Comunque sia “Between a man and a woman” è stata inclusa in “Float”, quindi magari in un nuovo album, chissà… Nessuno lo sa. Vedremo…

A dire il vero questa era proprio la prossima domanda a cui pensavo. Mi hai anticipato. Ero curioso di sapere appunto come mai queste due canzoni hanno avuto una storia parallela ma con destini diversi.
Continuiamo.
Allora, avete registrato 4 album in studio e, diciamo, 3 album Live. E’ abbastanza inusuale come rapporto tra studio e live, quanto è importante esibirvi sul palco per voi?

È estremamente importante, anche se naturalmente non esisterebbero i live senza gli album in studio! Il sound deve essere trovato in studio, ma quando l’hai trovato, e hai fatto gli arrangiamenti giusti, non ha senso sedersi in camera a suonare. Vuoi andare tra la gente, condividerlo con la gente. Per quanto mi riguarda più live facciamo meglio è! Andare live è molto importante per noi, ed c’è sempre molto lavoro alle sue spalle, ma noi vogliamo essere sempre al 100% quando suoniamo live. Non ci capita mai di dire “oh no, ci tocca suonare, ok dai andiamo là fuori facciamo alla svelta così possiamo tornarcene a casa”. No. Si va là fuori e si da tutto ciò che si possiede. È anche importante per i fans avere diversi records live, perché dimostra quanto per noi siano importanti

Si dice che Float sia l’album con il più ampio range di possibili ascoltatori, e i numeri legati a Float sembrano confermarlo. Quali sono dal tuo punto di viste le maggiori differenze tra Float e gli altri album?

I Flogging Molly sono come un libro non scritto, anzi, un libro non finito. E Float è l’ultimo capitolo, come dice la canzone, “The story so far”. Io guardo a Float come un’evoluzione, non sarebbe stato possibile per noi registrare un album come Float 10 anni fa. Bisogna vivere gli ultimi 10 anni, e le esperienze, e crescere insieme come band per concepire una musica come Float. Questo è ciò che sento, non credo… Come faccio a spiegarlo, è come un passo successivo, e il prossimo album sarà il prossimo passo. Quando lo stai vivendo, quando sei in questo specifico momento, è davvero difficile astrarsi e analizzare. Amo tutti i dischi che abbiamo fatto, sono orgoglioso di ognuno di loro. Quello che ha venduto di più è “Drunken Lullabies”, quando lo metto su ha senso perché mi ricordo quei momenti. Era un momento molto particolare, eravamo vicini all’11 Settembre, successe circa una settimana prima che andassimo a registrare l’album. Molto ci venne da lì, perché per un americano il mondo stava, in qualche modo, cambiando, molto velocemente. Era un periodo molto “particolare”, e per me Drunken Lullabies è legata a questo, è una canzone molto potente. Quell’album significa molto per me.

 

Avete registrato il vostro ultimo album in Irlanda. Questo è semplicemente successo o è stata una scelta?

È stata una scelta. Il nostro cantante, tra gli album “Whithin a mile of home” e “Float” si è trasferito in Irlanda, e attualmente vive là. In passato siamo sempre andati nella casa di Dave a Los Angeles a scrivere, a dire il vero avevamo lo studio nel suo Garage, quindi siamo sempre andati da lui. Era molto più semplice. Ora invece Dave vive in Irlanda quindi siamo andati là. È stata una bellissima esperienza vivere in Irlanda e registrare. Abbiamo usato un bellissimo studio in mezzo alla campagna, non c’erano distrazioni… o meglio c’era solo un Pub a cui potevi andare… HAHAH – questo fa parte del nostro spirito, andare al Pub è parte di ciò che siamo, non lo vedi come un problema, fa parte della nostra cultura.  Riguarda solo le cose da fare, a dire il vero non sappiamo se registreremo il nostro prossimo album in Irlanda, non lo sappiamo. Io non credo lo faremo lì, e a dire il vero credo che lo registreremo a Detroit, Dave ha una casa a Detroit, vive anche là oltre che in Irlanda. Inoltre ci darà la possibilità di spendere i nostri soldi là, cosa che aiuterà vista la crisi. Non è molto, è solo un pochino, ma tutto può aiutare, ed è una cosa buona perché metteremo i nostri soldi dove sappiamo che servono. Infine sarebbe molto più economico per noi, ci costerebbe di meno fare l’album. Ovvio che questo potrebbe anche non succedere, ma questa è la mia opinione…

Cosa pensano gli Irlandesi della vostra musica? Ci sono mai stati strani episodi riguardo agli irlandesi?

È questo che vuoi sapere? Beh, ho una strana storia riguardo a questo. Nel periodo in cui stavamo registrando Float ci trovammo in un Pub locale nella contea di Wexford, dove risiede Dave. Il gestore del pub mise un disco giusto così per provare e vedere come si sentiva, e mise una nostra canzone chiamata “The rare ould times”. Questa è una delle due Cover che abbiamo fatto, l’altra è “Delilah”, nel primo album. Comunque, questa è una cover di una canzone tradizionale irlandese. E mentre la canzone cominciava a salire, sai con la batteria, PAPAPAPA, c’era un uomo seduto al bancone, sarà stato si 65, con una folta barba bianca, la tipica persona da pub, e fatto sta che la canzone ha attirato la sua attenzione. Beh, quest’uomo si è arrabbiato così tanto che ha cominciato a chiedere cosa fosse, e di chi fosse quello schifo, che chiunque fosse aveva imbastardito quella canzone! Il gestore del pub allora gli disse che quella canzone era nostra, e che noi eravamo la band che l’aveva fatta… e allora quel signore voleva litigare, voleva prendermi a calci in culo. Questa era una canzone che lui amava, ed è stata la migliore reazione mai vista. Ovviamente non volevo litigare con quell’uomo, ma rimasi colpito dalla passione che aveva, è stato veramente bellissimo!
Decisamente non era un Fan…

 

Il fatto che il gruppo abbia una forte componente irlandese è mai stato un peso per te?

Visto che non sono di origine irlandese e non ho radici lì, quella non è la mia cultura. Io sono nato e cresciuto ad LA, non ho mai pensato di essere irlandese. La mia bisnonna era irlandese, ma normalmente non ci penso. Mi è stato chiesto spesso riguardo all’Irlanda, ma non son qualificato per rispondere. L’unica band tradizionale a cui mi rifaccio sono i “Pogues”, di sicuro ci sono tante altre bands irlandesi, gli U2 ad esempio, ma non suonano per niente come noi. Ma fin dall’inizio non si è mai trattato di “essere” irlandese, apprezzo lo spirito degli irlandesi, apprezzo lo spirito dei nostri fan irlandesi, c’è una stretta connessione con l’Irlanda, che io rispetto e apprezzo moltissimo. Non si tratta di “un peso”, ma io non posso certamente andare in giro fingendo di essere Mr Irlanda,  perché non lo sono! Spesso la gente mi chiede perché non ho accento irlandese: beh, io sono di Los Angeles, non so perché! O perfino a volte mi chiedono perché io ho un accento irlandese! Io non ho accento irlandese, o almeno non penso di averlo! È divertente a volte ciò che la gente pensa!

Ti è mai capitato di pensare che i Flogging Molly non ce l’avrebbero fatta, o c’è stato qualcosa che non avreste superato, troppo critico, cose così?

Sisi, capisco la domanda. Al momento abbiamo raggiunto un certo successo, ma ci è costato tantissimo lavoro. Mi è capitato diverse volte di chiedermi “non so se ce la posso fare, non so se questo o quello lo posso fare”, è questione di moltissimo lavoro, con molte fatiche e tribolazioni. Ciò che faccio è che ogni volta che mi sento debole di spirito, penso alle persone che sono molto più in difficoltà, che fanno tutto ciò che possono per supportare le loro famiglie, quello è un lavoro veramente duro! Il mio lavoro in questo è una benedizione, sono fortunato! Questo è quello che sento, e al momento mi sento a mille, sono molto eccitato per il nuovo album, incidere un nuovo disco, scoprire in che direzione stiamo andando e così via.

Le ultime due domande Nathen.
Alla prima avrai già risposto chissà quante volte in passato: hai per caso una canzone preferita dei Flogging Molly, o una canzone che per te significa qualcosa in particolare, che è importante per te?

Si, a dire il vero ce l’ho, ed è “World alive”, “If I ever leave this world alive”. È una canzone bellissima, non è politica, non è basata su nazione, culture, ma riguarda qualcosa che è di tutti, che riguarda tutti. L’abbiamo suonata diverse volte a dei funerali di amici, e ogni volta per me è speciale.

Come vedi te stesso, e i Flogging Molly tra 5 anni?

Staremo ancora suonando, e ci staremo divertendo. Se c’è una cosa che abbiamo imparato è a divertirci, a stare bene, ci è voluto molto, è dura, il backstage, tutto quanto… Aaargh, è dura. Ma ora ci conosciamo, stiamo bene assieme, e vogliamo continuare così e celebrarlo assieme. Questo è quello che vedo: più “bel” tempo, sempre di più.

 

SETLIST:

1. (No More) Paddy’s Lament

2. The Likes Of You Again

3. Swagger

4. Requiem For A Dying Song

5. Every Dog Has Its Day

6. The Worst Day Since Yesterday

7. Drunken Lullabies

8. You Won’t Make a Fool Out of Me

9. Man With No Country

10. The Wanderlust

11. Us of Lesser Gods

12. Factory Girls

13. Float

14. Punch Drunk Grinning Soul

15. Tobacco Island

16. Rebels of the Sacred Heart

17. Devil’s Dance Floor

18. If I Ever Leave This World Alive

19. Salty Dog

20. The Lightning Storm

21. What’s Left Of The Flag

 

Encore:

22. The Wrong Company

23. Black Friday Rule

24. The Seven Deadly Sins


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