PUNKROCK HOLIDAY DIARY – GIORNO UNO: PENNYWISE + IGNITE + REAL MCKENZIES….

PUNKROCK HOLIDAY DIARY – GIORNO UNO: PENNYWISE + IGNITE + REAL MCKENZIES….
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I concerti sul main stage iniziano alle 19, quindi c’è tutto il giorno per cazzeggiare in città, prendere il sole, bere e mangiare…fortunatamente invece la programmazione del beach stage parte a mezzogiorno, e la prima band di oggi non si può perdere; si tratta di un nome abbastanza noto su Punkadeka: i brianzoli Wasei Hey!Go! (ex Murder We Wrote, ex Kappa Kappa Kappa, ecc…), che col loro pop-punk ultramelodico intrattengono per mezz’ora i (tanti) presenti. Rispetto agli anni scorsi il parterre del beach stage si riempie subito, stando a testimoniare la curiosità anche per le band piu piccole. I Wasei raccolgono apprezzamenti e grande partecipazione e replicano alle 20 con un concerto acustico sul palchetto della American Socks.

Sul main stage i Jesus Piece (mi) annoiano tantissimo con un hardcore violentissimo, con cantato growl, chitarroni ipersaturi e neanche un’idea che li elevi un attimo. I Generators non riesco a vederli, in compenso i Real McKenzies per ora si confermano i vincitori assoluti del festival, sia a livello di risposta del pubblico, che a livello di simpatia, di performance, e di attitudine. Anche gli Offspring avevano esaltato le 6.000 persone presenti, ma se loro sembravano essere li solo per “timbrare il cartellino”, per lavoro, Paul McKenzies e soci in quello che fanno ci mettono il cuore, si divertono un sacco e contagiano con la loro simpatia e il loro entusiasmo tutto il pubblico, che si inventa coreografie, balla e canta a squarciagola, come si conviene a un concerto di questo tipo (e anche qui pochissimi i cellulari attivi).

Purtroppo anche gli Ignite non riesco a vederli, tranne la loro cover di “Sunday bloody sunday” e un finale che mi è sembrato l’epilogo di un concerto molto partecipato.
Con i Pennywise non c’è lo stesso macello che con Real McKenzies e Offspring, ma il loro concerto fila via liscio tra i loro tipici inni come “Peaceful day“, “Fuck Authority” e “Same old story“, le tante cover (Ramones, Minor Threat, Beastie Boys, Bad Religion e ovviamente Stand By Me), e l’inevitabile invasione di palco finale durante “BroHymn“. C’è anche un siparietto assurdo con un ragazzo che salta sul palco, Fletcher inizia a spintonarlo, e gli strappa la camicia finchè Jim Lindberg interviene difendendo il ragazzo da Fletcher che si difende dicendo “Voleva darmi un calcio nelle palle e rubarmi la birra”. Boh.
Oggi programmo di passare un po’ di tempo alla rampa a vedere qualche skater e al beach stage.

 


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