BAY FEST Positive Edition – Report e foto

Si è da poco conclusa la sesta edizione del Bay Fest, l’appuntamento estivo per eccellenza della riviera romagnola. Con non poche difficoltà, anche quest’anno LP Rock Events e Hub Music Factory sono riusciti a portare un po’ di punk rock in spiaggia, questa volta anche grazie al nostro aiuto, per una positive edition che ci ha lasciati davvero sorpresi e contenti.

La redazione di Punkadeka ha deciso di raccontare com’è andata, diversamente da un classico report, portando ognuno il proprio pensiero e con una gallery ricca di foto (scorrere per credere).  Report completo e tanti altri contenuti speciali verranno pubblicati sul nostro prossimo magazine Survive 2021, in uscita in autunno.

Vuoi raccontarci anche tu com’è andata al Bayfest? scrivici a [email protected] e inviaci testo, foto, quello che vuoi!

DALLA REDAZIONE

Situazioni come queste mi mancavano come l’aria. È bello sapere che, nonostante tutte le difficoltà del caso, c’è ancora chi ha voglia di fare e organizzare.
Highlight della due giorni sicuramente rivedere tanti amici, ma soprattutto la mitica Redazione.
– Valentina Piazzola

In ogni situazione bisogna scegliere di prendere il meglio di ciò che ci offre. Questo Bay Fest non fa eccezione, meglio di così non poteva essere fatto o andare considerato il momento storico.
Personalmente è stata soprattutto l’occasione di conoscere dal vivo tante persone che avevo imparato a conoscere solo online, grazie dell’accoglienza straordinaria! Questo è quello che di più positivo mi porto via da Igea/Bellaria, di negativo mi porto via solo una bella ustione solare.
– Sofia_Cookie

Il BayFest è stato il concerto quasi più grande di tutta la mia vita, papà ha ritrovato i suoi amici ed io mi sono divertita un sacco quando è salito sul palco.
-Camilla Murphys

Dopo esattamente un anno senza concerti, un pò per decreti vari, un po per fifa mia avendo dovuto affrontare di persona sto cazzo di covid,  che tra l’altro ho passato anche alla mia famiglia, devo dire che entrando nell’area del festival ho sentito quella scossa che all’inizio pensavo fosse dovuta alle 5 ore incolonnato sulla A14, invece era proprio la fotta che viene prima che inizi una giornata fatta di sole, musica, birre-tante-, ma soprattutto amicizia, è stato fantastico rivedere le vostre brutte facce e conoscere di persona chi fino all’altro giorno per me era solo un profilo di facebook, è stato bellissimo fotografare di nuovo i vostri sorrisi e le vostre pose stupide. La bellissima intervista del sommo Stefano Gilardino, le storie raccontate dagli artisti che si sono alternati sul palco, gli incredibili set del Punk Goes Acoustic, il Sarapunka e la mia figura di merda al karaoke (scusate rozzi, ho rovinato per sempre uno dei vostri cavalli da battaglia), il DJ set di Mono, mia figlia che fa le foto più belle delle mie con una macchina di 25 anni fa…non che ci voglia molto ma le va dato il merito, ha 7 anni…tutte le persone con cui ho scambiato due parole, le risate infinite coi ragazzi della Redazione e coi nostri vicini di banchetto, tutto questo è stato bellissimo, ma la cosa migliore è stata stare in mezzo a voi, con la reflex a collo e la mia famiglia per mano.
-Matt Murphys

Sul biglietto che ho comprato erano stampate lettera e numero corrispondenti alla sedia che avrei dovuto occupare durante i concerti, quindi mi ero già abituato all’idea di stare al mio posto, applaudire, e mostrare un entusiasmo limitato nel rispetto delle regole covid. Ci stavo, tanto la mia settimana di pogo, macello sotto il palco e stage diving come fosse il 2019 me l’ero gia fatta al punk rock holiday la settimana prima. Invece, fortunatamente, è prevalso il buonsenso…E questo fa tutta la differenza del mondo per quanto mi riguarda. Prima giornata più allegra e divertente, seconda giornata più intima ed emozionale, quindi bravi tutti: le band, i tecnici, gli organizzatori, il pubblico, gli sponsor, ma soprattutto Punkadeka. Diamoci una pacca sulla spalla, bravi tutti, ma l’anno prossimo torniamo a far casino, ok?
(Piccola aggiunta finale. Per me questa edizione ha due nomi che svettano su tutti: Sal Rinella e Andrea Toselli, per lo stesso motivo…perché hanno un cuore grosso come una casa e un entusiasmo irrefrenabile, e “la scena” senza di loro sarebbe più noiosa)
-Gabriele Squillace

Dopo un anno di stop causa covid, il Bay Fest è ripartito proprio da li, dal piccolo palco in riva al mare dove ben 6 anni fa tutto ebbe inizio. Lo ha fatto in modo piú unito che mai, coinvolgendo in prima linea non solo noi di Punkadeka ma anche tanti artisti della scena italiana vogliosi piú che mai di ripartire e tornare quanto prima alla normalità. Tra mille cavilli burocratici, tantissime incertezze e sterili polemiche sul cosa sia punk o meno, si è provato a portare in Riviera una due giorni di normalità.

Com’era facile prevedere è stato un Festival decisamente differente dalle precedenti edizioni: piú soft (visto che si suonava in acustico e non elettrico) e piú intimo (visto il notevole ridimensionamento di affluenza) ma non per questo meno emozionante e suggestivo.

I Punkreas con i Lennon Kelly nella prima giornata e Joey Cape con Olly Riva nella seconda giornata sono stati gli artisti headliner di due show completamente diversi seppur sempre in acustico… Da una parte l’energia immancabile trasmessa dalle due band italiane che seppur in formazione ridotta e le chitarre acustiche a sostituire quelle elettriche han saputo riaccendere l’entusiasmo sotto il palco. Impossibile restare seduti e immobili con questi personaggi sul palco, e fortunatamente più di qualcuno ha chiuso un occhio, lasciando alla gente la libertá di abbracciarsi, pogare e cantare insieme almeno per un paio d’ore. Dall’altra parte lo show molto più pacato e soft del sabato sera con un Olly Riva e un Joey Cape sempre li a regalarti grandissime emozioni. Inutile aggiungere altro… se avete visto un qualsiasi loro show sapete di cosa parlo.

Il tributo ai Ramones e ai No Use for a name che ha visto la partecipazione di tanti artisti italiani non potevano lasciare certo indifferenti… Cosi come gli show di Gianmaria (Prozac+) e Joe Bottle (Invasione degli Omini Verdi), seppur questi ultimi per diverse ragioni son riuscito a perdermeli entrambi.

Non passano di certo inosservate le interviste di Stefano Gilardino, con il primo giorno che ha visto sul palco coloro che da vent’anni raccontano la scena punk (Deka di Punkadeka, Kappa di Pogo Zine, Andrea Rock di Virgin Radio e Paletta dei Punkreas) e il secondo giorno un intervista piú intima a Joey Cape (che spero di recuperare al più presto). A qualcuno forse sarà sembrato noioso, ma alle quattro del pomeriggio sotto il sole caldo in spiaggia con una birra fresca in mano andava benissimo cosí…

Ma credo che questo Bay Fest sará ricordato anche per altro… Innanzitutto perché è stata l’occasione per molti di rivedersi e di riabbracciarsi… Io personalmente credo di aver passato più tempo in chiacchierandomi con amici che non vedevo da circa due anni o che conoscevo solo on line… E poi credo che per la prima volta sia stato rotto il classico schema di un festival che vede artisti da una parte e pubblico dall’altra… E’ stato un festival in grado di coinvolgere attivamente tutto il pubblico e tutti gli artisti… Dal Punk Rock Karaoke che ha regalato l’opportunità a coraggiosi volontari di cantare sul grande palco al gioco di Sarapunka proposto da Warholsss allo stand di Punkadeka che ha visto un continuo di sfide tra squadre sempre più numerose. Non da meno poi il PGA (Punk goes acoustic) portato da Andrea Rock e dalla Rude Records che oltre a perseguire un’importante raccolta fondi è riuscito a trasformarsi in un vero palco B, davanti al quale la gente si è davvero scatenata dal primo pomeriggio fino a tarda serata nei ritagli di tempo tra un cambio palco e l’altro del main stage.

Purtroppo le regole molto restrittive di questi tempi hanno un po’ spezzato le ali ai dj set previsti nel finale delle due serate e lasciato l’amaro in bocca a piú di qualcuno… Noi stessi compresi… ma come per i concerti speriamo che anche questi possano tornarne piú elettrizzanti che mai a chiudere le nostre serate con entusiasmo!

Poteva andare meglio? Certamente… Una linea più green con bicchieri non monouso e qualche altro piccolo dettaglio potevano essere presi in considerazione… Si può sempre fare meglio e di più… Ma dato i tempi da cui arriviamo e le restrizioni tra cui bisogna farsi strada, son stati tutto sommato, due giorni di assaggio di normalità che tanto ci sono mancati e da cui bisognerà ripartire per tornare migliori di prima: vedi utilizzo dei braccialetti (per entrare e uscire) che si spera vengano utilizzati anche in futuro e il coinvolgimento attivo del pubblico.

L’appuntamento dunque al 2022 con un edizione più elettrica e meno acustica!
-Alessandro Pentassuglia

Versione compassata? ridotta? Italiana (qualcuno ha detto padana)? Non ne ho idea. Da quando ho varcato la soglia del Becky Bay, non potete immaginare la tensione, ho trovato ben più dell’atmosfera che avrei voluto vivere, in pochi minuti mi sono trovato nel mio ambiente naturale: sole, mare, musica e bellissimi amici. Nei due giorni del Bay Fest siamo stati tutti musicisti, disegnatori, intrattenitori, intervistatori, organizzatori, scrittori, dj e testimonial di questo evento. Dal primo all’ultimo lo abbiamo costruito, gestito e amato fino in fondo. Il motivo è chiaro ed evidente…la scena siamo noi!
-Sal Rinella

Quest’anno ho avuto l’opportunità e il piacere di poter collaborare ad organizzare una versione “speciale” del Bay fest.

..più che “speciale” userei le parole “sfidante” e “coraggiosa”… il motivo?

Perché la musica era acustica (oddio… non è punk!)?
Perché per le limitazioni anti-covid non si poteva pogare? (..e che ci vado a fare?!?)
Perché c’era l’obbligo del greenpass? (che due palle! c’è anche la fila per sta cosa!)
Perché è sul palco “solo” del BekyBay? (al Bay fest di solito ci sono 2 palchi, campeggio e mille cose!!)
Perché non ci sono i mille gruppi internazionali che ci sono di solito? (eccheccazz!)

e invece… “Positive edition”, atmosfera e risultato super positivo:
spiaggia, mare, sole, alcool, piadine, mostre, amici, spettacoli, giochi, gran musica e tanta voglia di ripartire… perchè questo era il significato di tutto: ripartiamo insieme!

Il festival è andato completamente sopra alle aspettative… soprattutto quando Amanda dopo 2 giorni di insistenza è tornata sorridente con 20 Shottini pieni di Vodka!

Il movimento dato dagli interventi di Gilardino, dal Karaoke di Sal (Viboras) con i suoi ospiti (sopra ogni aspettativa!!!), dal DJ set finale di Mono e DJLonta, dalla voce di Andrea Rock con il suo PGA e dalla ruota di Sarapunka (grande Riccardo!), dalle live di Kappa e Franz con Pogozine, lo stand della Flamingo Records e la postazione di gioco di Dario Dr.Pepper Maggiore (senza dimenticare la mostra),  hanno fatto si che si apprezzassero maggiormente gli spettacoli acustici.

I Punkreas ci hanno catapultato in nuove atmosfere con il loro nuovo show dai mille aneddoti

I Lennon Kelly hanno proposto il loro irish folk punk in versione acustica, a volte molto tirata che non ha fatto per nulla mancare l’elettrico

Ramones Tribute: Wow! Sal Viboras, Fabrizio Crooks con special guest Lizy, Lester, Alex Foolish e Andrea Rock

Joe Battle ci ha fatto cantare con le sue cover

Joey Cape ci ha raccontato come ha vissuto l’ultimo anno

Olly ha confermato di avere una voce della madonna

Momento toccante con il tributo a Tony Sly di Giulio e Cele

Storie di vita e musica con GianMaria

Si è creata una situazione di unione unica che, in un momento come questo è riuscita a dare quello che mi ero, ci eravamo, prefissati: Un’edizione speciale per ritornare ad assaporare un assaggio di vita normale ed unirsi dal vivo.

Ringrazio e faccio i complimenti ad Alex Fabbro e Titti (on the beach) per l’opportunità e disponibilità, Sergio, Ramona e lo staff di Hub Musicfactory e LP Rock Events, Sal per la super disponibilità, voglia di fare e per essere sopravvissuto alle 48 Monster, Irene (Viboras) per sopportare Sal, Giulio e Cele, Riccardo di Sarapunka, Fabrizio (The Crooks), Stanga e il bombolone mattutino, i Punkreas al completo, Mono FFD e DJ Lonta, Andrea Rock (supportate tutti @lisolachenonceodv Franz e Kappa, Dario, Olly, Mauri (indiebox), Joe Battle, Beppe (Persiana Jones) e la vera anima di punkadeka… per questa occasione:  Amanda, Valentina, Sofia, Matt (Deby)+ Camilla, il Penta, Ga e Maurizio Motta  + Davide Tamburlini, Matteo Paganelli e Devil comunque presenti. (sicuro ho dimenticato qualcuno)
Grazie!

Dimenticavo: Eravamo tutti vaccinati, distanziati, si disinfettava il microfono ogni volta e avevamo l’amuchina sul banchetto!
-Deka

 

 

DAY 1 e 2 – Foto di Amanda Disa

 

DAY 2 – Foto di Matt Murphys

DAY 2 – Foto di Camilla Murphys

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