Punkadeka 20 anni di DIY ...il libro

CAGED: Burning Rage of a Dying Planet

Earth, animal and human liberation” 

Non avrei potuto essere più felice di iniziare questo percorso di collaborazione per la mitica Punkadeka con la recensione dell’EP “Burning Rage of a Dying Planet”, dei Cage, quartetto di Bologna formatosi lo scorso anno. Infatti, la band, ci delizia con una rara perla di metalcore, capace di catturare la tua attenzione dai primi secondi di ascolto. 

Nonostante il gruppo sia da poco approdato negli abissi dell’underground italiano, è stato capace di lasciare un marchio profondo e indelebile nella scena hardcore, con un EP composto da quattro brani che esprimono pienamente la “rabbia ardente” annunciata nel titolo. Anche la copertina dell’album, dai toni blu/nero e rosso, risulta essere evocativa: richiama scene infernali alla Gustave Doré. Infatti, raffigura l’angelo della morte in uno scenario apocalittico, di disperazione. Disperazione riguardo cosa?  

Il messaggio che Ivan (voce), Marco (chitarra, cori), Oscar (basso, cori) e Serena (batteria) vogliono esprimere è chiaro: ira profonda contro lo sfruttamento di ogni essere vivente. E non c’è che dire, l’hanno manifestato al meglio, trasformando tutta la loro pura rabbia in musica in grado di colpire a pieno il tuo cuore, attraverso un genere che si è sempre fatto portavoce di messaggi importanti, ma in un modo del tutto originale. 

Le sonorità della band rimandano al punk hardcore stile Terror, con influenze più tetre e metal; ecco un metalcore con voce piena e inferocita, riff potenti alla Earth Crisis ma con linee più melodiche. Il primo brano dell’EP, Ode to the blood of the just, un “inno a tutti i coloro che sono caduti nella lotta contro il capitalismo”, ci mostra fin dai primi secondi il virtuosismo sonoro della band, che attraverso il brano esprime le urla di rivolta di tutti coloro che hanno rifiutato attivamente il sistema “They gave their best years to the freedom / Eternal glory to the comrades fallen in battleThey still live through the actions of who resists”. 

Il secondo brano, che dà il titolo all’EP, Burning Rage of a Diying Planet, inizia con un intro più cadenzato e calmo, apparente quiete prima della tempesta, ed infatti in pochi secondi scatena tutto il suo vigore, con una martellante batteria e tagliente chitarra. Le influenze hardcore e metal sono percepibili, dai riff della chitarra che richiamano band come Comeback kid ma anche Madball. Anche a livello di testi, la band rimane fedele alla propria linea: infatti, la canzone parla dei danni causati dall’uomo all’ambiente, della vergogna di essere umani vedendo i terribili atti compiuti dall’uomo “When humans come / every life is condemned to death / forests raze to the ground / The evil everybody fears”.
Il terzo brano, More than a thousand words, parla invece di Sante Caserio, anarchico che assassinò con un pugnale il presidente della Repubblica francese Carnot: Today is the day / My hand with a knife / Waiting for a moment of justiceI’ll take a life. Molte band hanno citato Sante Caserio nelle loro canzoni, basti pensare ad esempio ai torinesi Youngang; questi omaggi permettono di mantenere viva la scintilla del ricordo di personalità così importanti, capaci di sacrificare la loro vita per un ideale. La canzone parte da subito con un ritmo deciso, riff di chitarra più heavy e una voce in grado di divorare piacevolmente i tuoi timpani, insomma un mix letale da far invidia a band pioniere del genere! Il brano, come gli altri, scorre piacevolmente e ti lascia con l’acquolina in bocca, giusto in tempo per l’ultimo pezzo che conclude perfettamente questo piccolo gioiello metalcore. Brave and free è un inno alla libertà da tutto ciò che di tossico è presente nelle nostre vite. Per la band, lo stile di vita vegan straight edge è un perfetto modo per evitare la contaminazione con il veleno della società. 

Che dire, se questo non è che l’inizio, sono curiosa di vedere quali altre sorprese sonore ci riserveranno questi ragazzi, che sono stati capaci di tradurre idee meravigliose in potenti note.  

Curiosità: La band ha fatto uscire questo mese una canzone per sostenere tutti i compagn* arrestat* durante l’operazione repressiva “Ritrovo”, dal titolo The death upon the sea. 

LINK UTILI:

https://www.facebook.com/xcagedx/

https://cagedxvx.bandcamp.com/

 

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