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Dalla Calabria gli SKASSAMENTI “Danver” un album da scoprire

Prima di lasciarvi alla recensione ci tenevo a fare una piccola prefazione….

Era il 13 Agosto, gli Ska-p avevano da poco chiuso la seconda giornata del Bay fest e tra saluti e quant’altro mi ritrovo tra le mani la demo di un album che sarebbe uscito da li a pochi giorni. Un gesto che mi ha fatto tornare indietro di una decina d’anni fa quando le band per farsi conoscere si giravano i meglio/peggio festival con i cd alla mano, pronti poi da poter essere ascoltati in auto sulla via del ritorno.

Il gesto mi aveva talmente colpito e fatto breccia nel mio cuore che non potevo non promettere a Gianni (Voce e basso della band) che avrei buttato giù qualche riga per parlare di questo lavoro, soprattutto perché venendo dal sud della Calabria ben posso comprendere le difficoltà a trovare spazio e occasioni per farsi conoscere. Da allora son passate un po’ di settimane, o meglio un paio di mesi, e purtroppo tra impegni, giornate no e mille vicissitudini il tempo è volato. Nel frattempo è uscito l’album “Danver”, sono arrivate le varie ottime recensioni sulle tante web page che parlano di punk rock, sono stati citati anche nel vlog “Dressed to punx” dell’amico Cantelli e per finire sono entrati a far parte anche del roster dell’Arrosti Records. Insomma, davvero tanti i passi fatti in quest’ultimo periodo, io però non mi dimentico di quella promessa, e anche se con un bel po’ di ritardo, eccomi qui a parlare di “Danver” il primo album degli Skassamenti, band di Reggio Calabria attiva dal 2008 con alle spalle una demo e un cd live (Non provare a spegnerci).

Come giàdetto l’album ricevuto alla fine del concerto degli Ska-p da una band dal nome Skassamenti ti induce inconsapevolmente a pensare di ritrovarsi davanti a un album con le sonorità in levare, fatto di fiati e dei classici ritmi dello ska core italiano. Bene, nel giro delle quattro canzoni di quella demo, ogni riferimento allo ska è stato spazzato, niente fiati, niente ritmi in levare, quello che mi ritrovo ad ascoltare è un album davvero energico, cantato in italiano fatto di un buon punk rock con sfumature di quell’hardcore melodico di stampo Fat Wreck / Epitaph anni 90.  Restando in casa nostra, visto che l’album è cantato completamente in italiano (cosa rara di questi tempi), a tratti sembra rifarsi l’hardcore dei primi album dell’Invasione degli Omini Verdi, miscelati con il punk rock dei Kantina 27 ma con una punta di accento calabrese che non guasta affatto.

L’album si apre con “Trascurabili” pezzo hardcore melodico con delle fievoli tracce di ska punk (ovviamente senza fiati), e si focalizza sull’indifferenza della gente e sulle verità mai dette che distruggono la realtà.

Si passa poi a “Se vuoi puoi” titolo che già parla da solo, in cui in cui il dualismo batteria e chitarra si fa sempre più veloce, ma che finisce per peccare un po’ in lunghezza dopo il primo minuto e trenta.

Paranoia” terzo pezzo dell’album a mio parere è uno dei meglio strutturati dell’intero album, il ritmo dettato dalla batteria resta impassibile per tutta la durata e le sfumature più dark, rese più cupe dal giro di basso trasmettono quella sensazione di paranoia dalla quale si vuol scappare e non sprofondare.

L’inizio della terza via” si apre con un accordo pop punk che fa tanto Blink, ma ben presto lascia spazio alle sonorità classiche dell’hardcore melodico e cosi come nella successiva “Davvero non saprei”, entrambi i pezzi si tingono di quelle sfumature di punk rock italiano che hanno quel sapore nostalgico degli anni novanta, ma che ancora una volta si allungano un po’ più del dovuto.

Il sesto pezzo (“Samsara”) che assume contorni diciamo mistici, andando a pescare nel Buddhismo, grida all’idea di distruggere il Samsara come soluzione per essere finalmente liberi dalle sofferenze in cui si ritrova l’essere umano, mantiene inalterata la parta hardcore melodica e con un ritornello in grado di restarti nella testa sembra meglio strutturato dei due pezzi precedenti.

Sempre sugli stessi ritmi che miscelano punk e hardcore melodico ci viene proposta “Sopravviverò”, prima di passare a “L’equilibrista” che con i suoi contorni più rock e meno hardcore mette in mostra le ottime capacità compositive della band. Insieme a “Dilemma” penultima traccia in cui affiorano gli elementi dello ska core, anche grazie alla partecipazione di Maury degli RFC possiamo trovare la chiave per ben comprendere questo album non così scontato come poteva sembrare, e che affronta l’equilibrio da mantenere tra la follia e normalità, tra ottimismo e pessimismo, tra sogno e realtà.

In mezzo alle due tracce troviamo i due pezzi in cui la fanno da padrona prima l’hardcore puro e incazzato di “Tra Fango E Merda feat. Maurilio” e poi l’hardcore più melodico ma sempre veloce e di stampo californiano di “Errore Anziano” come grido contro la guerra.

A chiudere “Puzzle” che anche se non aggiunge nulla di quanto già sentito nel resto dell’album riesce a regalare ancora ottime sensazioni in cui chitarra e batteria la fanno da padrona con i loro ritmi incessanti.

Il risultato finale direi che è apprezzabile, e nonostante qualche traccia si allunghi un po’ più di quanto servirebbe, la band calabrese dimostra una buona capacità realizzativa che non solo è in grado di spaziare dall’hardcore ai ritmi più punk e dalle sfumature ska-core, ma è soprattutto in grado di dare solidità ai propri testi non cosi scontati come spesso potrebbe capitare a una giovane punk band. Insomma se cercate una band in grado di cantare in italiano e riproporvi il punk rock ricco di sfumature hardcore e ska degli anni 90, gli Skassamenti fanno proprio al caso vostro.

Potete ascoltare e/o acquistare online “Danver” sulle seguenti piattaforme:

– Spotify: https://open.spotify.com/album/5GjLgB4G9LOhmlk4gZvMxI

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