Lendakaris Muertos (22 dicembre 2018 – Pamplona/EH)

Sabato, 22 dicembre 2018 parto da casa alle 2 di notte dopo una notte cortissima con esattamente 40 minuti di sonno. Raggiungo l’Aeroporto di Bergamo e alle 6.45 parte l’aereo per Madrid. Raggiungo il punto d’incontro col Blablacar, aspetto un pochino e poi si parte in direzione Pamplona. La raggiungiamo in tempi brevissimi – poco più di 3 ore quando di solito ce ne vogliono almeno 4 – visto che il ragazzo va davvero spedito.

Poi un pochino di riposo in camera prima di andare ad un bar dove incontriamo quasi tutto il gruppo dei Lendakaris Muertos che poco dopo faranno l’ultimo concerto nella loro Pamplona prima di una pausa.

Ci avviamo verso il Kafe Zentral Teatro, storica sala concerti in pieno centro a Pamplona. Incontriamo altri Amici e poi inizia già il concerto. In apertura ci sono i Rotten XIII. Questa band è composta da ragazzi veramente molto giovani, ma li consiglio vivamente a chi ama l’Oi!/Streetpunk senza troppi fronzoli. Nonostante siano giovanissimi, i loro suoni sono pulitissimi e sul palco sembrano dei veterani. Li avevo già visti un anno fa, sempre a Pamplona, e già mi erano piaciuti. Mi sembra che nel frattempo abbiano fatto un ulteriore salto di qualità. Secondo me di questo gruppo ne sentiremo ancora parlare.

Poi già tocca ai Lendakaris Muertos. Sotto palco c’è un autentico delirio. Tanto che io, a malincuore rinuncio al posto in prima fila e mi “trasferisco” sul balcone sopra. Ho capito sin da subito che stare giù poteva essere un problema – in realtà più per la mia sedia a rotelle che per me stesso. Fatto sta che assisto ad un concertone della madonna. I Lendakaris Muertos sono uno di quei gruppi che live non deludono mai. Musicisti bravissimi – tra l’altro chi alla chitarra ha un maestro come Joxemi degli Ska-P secondo me tanto male non può fare – una carica incredibile sul palco e lo show del frontman Aitor merita da solo il prezzo del biglietto.

Loro suonano sia i vecchi classici che alcuni brani dell’ultimo disco. Alla fine arriviamo ad un’ora e mezza abbondante di live dove vedo di tutto e di più: da pogo violento, stage-diving impressionanti e perfino il cantante che si lancia nel pubblico e poi viene “trasportato” dalla folla fino al bar in fondo alla sala.

Quando avevo prenotato i voli per andare a questo concerto sapevo che non sarebbe venuto fuori un concerto qualsiasi e infatti avevo ragione. Ma al di là della componente della musica, stavolta la parte più importante è quella personale: dopo due mesi terribili dal punto di vista personale che si sono poi conclusi con la gravissima perdita di mio papà, tornare in quella meravigliosa terra quanto prima per me era di grande importanza. E infatti sapevo che tornare da quelle parti, stare con certe persone anche se solo un paio d’ore, mi avrebbe fatto tornare il sorriso.

Quindi ringrazio sì i Lendakaris per un concertone bestiale, ma ringrazio prima di tutto quella grandissima persona che ha condiviso TUTTO con me durante questa giornata meravigliosa a Pamplona facendomi sentire meglio che a casa. Perchè io sono sempre dell’idea che può esserci la band più bella del mondo, ma senza la giusta compagnia, il giusto ambiente, un concerto non rende.

E queste sono le situazioni più belle, quelle dove pensi “Chi se ne frega se in due notti ho dormito meno di 5 ore in tutto, chi se ne frega dei tantissimi chilometri tra macchina, aerei, Blablacar, tram, bus e a piedi. Ho paassato una giornata indimenticabile, nella miglior compagnia e abbiamo pure visto un super concerto.”

E infatti la sera dopo sono tornato a casa – sì stanco, ma soprattutto con un sacco di bei ricordi e con la certezza che poter passare una giornata così dopo tutto quello che è successo veramente non ha prezzo. Eskerrik Asko, Iruña!!!

 

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