MILLIE MANDERS & THE SHUTUP: Telling Truths, Breaking Ties

MILLIE MANDERS & THE SHUTUP: Telling Truths, Breaking Ties
Millie Manders and the Shutup

“Telling truths, breaking ties”, è l’album di debut di “Millie Manders & The Shutup” , disco che probabilmente si candida ad essere tra le migliori uscite del 2020. I ragazzi londinesi propongono un crossover tra ska, punk, funk e hip-pop, il tutto con una freschezza che raramente ho sentito da una giovane band al debutto.

Il miglior tour del 2019 è stato senza dubbio il Fireball tour in UK con il gotha dello Ska Punk: Less Than Jake che con tutto Hello Rockview, Goldfinger (con Mike Herrera), Snuff, Save the Ferris e molti altri. Ad aprire la giornata Londinese c’erano proprio loro rendendo quella data ancora piu’ memorabile (se possibile).

Wow: questo pensai dopo i primi pezzi della band (veramente l’espressione originale fu qualcosa di piu’ colorito con riferimento ad entità ultraterrene ma altrimenti Deka mi censure). Non era facile aprire una data con nomi cosi pesanti della scena ma i ragazzi hanno veramente tirato fuori uno show potente e coinvolgente.

Ecco finalmente la band alla prova sulla lunga distanza dopo 3 veramente ottimi EPs usciti negli ultimi anni. La voce di Millie Manders la fa da padrone su tutto il disco, dotata di rara potenza e profondità uniti ad una attitudine stradaiola riesce ad incidere nei pezzi piu punk, graffiare nei momenti di freestyle/rap e a far ballare nei pezzi skankeggianti il tutto mentre si mette a nudo nel disco affrontando i suoi “demoni” personali toccando temi come la fragilità mentale, l’insicurezza di un mondo troppo individualista e freddo.

Il disco è stato anticipato dal singolo “Silent screams” che è una confessione a cuore aperto delle sue fragilità personali in cui dimosta tutte le sue doti artistiche con una potente canzone intervallata da intramezzi rap, il tutto accompagnato dalla sezione fiati della band. Tutto altro campo per il secondo estratto del disco “Bitter” dove si spazzia da intramezzi hip-hop a momenti piu aggressivi.

All’interno del disco troviamo pezzi ska punk come “Not Okay” (miglior pezzo del disco!) o “your story” seguiti da pezzi crossover a la King Prawn (Panic)  e poi da ballate poppegianti come “Glitter mix” o “Burnout”, canzone quest’ultima che parla di come inseguire un sogno sia un fuoco che brucia dentro e che chiude il disco.

La caratteristica principale di questo album è la capacità della band di proporre un qualcosa che sa di gia familiare ma con una freschezza e sincerità che li rendono davvero unici. Questo disco valorizza la capacità della band di battere sonorità diverse tra loro lanciandosi in mix e contaminazioni nuove facendo risaltare ancora di piu’ la splendida potente voce della cantante Millie Manders.

Quando si parla di female-fronted band, soprattutto in ambito punk, si tende sempre a paragonarle a Brody Dalle dei Distillers o Aimee degli Interrupters. Lo ho sempre trovato francamente sessista e sinceramente penso che la voce di Millie Manders sarà il vero punto di riferimento.

Speriamo di poterli vedere presto anche in Italia o in qualche festival estivo. Segnatevi questo nome perchè raramente si sentono debut-album cosi potenti e freschi! (e cercatevi anche i loro primi 3 EPs).

Voto: 9/10 (se la battono con i Get Dead come album dell’anno in questo strano 2020!)

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