Sick Of It All, Comeback Kid e Spaced al Circolo Magnolia (Milano, 08/08/22)

Ultimo concerto prima delle agognate vacanze estive, l’indomani uno scomodissimo aereo porterà me e la mia famiglia al mare, ve ne fotterà un beato cazzo, ma essendo ormai fine settembre dovevo trovare una scusa per sto ritardo mostruoso nel fare il live report e per non ricordarmi praticamente una sega di quello che è successo, scalette comprese, che comunque trovate su setliststafava.com…per gli occasionali: si, hanno fatto “scratch the surface”, per gli aficionados: potevano cantare tutto il tempo “trottolino amoroso dududadada” che avrebbero comunque spezzato le vertebre a chiunque, scoiattoli compresi…dunque essendo ufficialmente in ferie e con la testa già nell’Egeo chiedo a mia figlia, 8 anni appena compiuti, se ha voglia di vedere un concerto di quelli che urlano, ovviamente l’impiastro per la gioia di mia moglie, accetta ben volentieri, così ci dirigiamo verso il bellissimo Circolo Magnolia, dove trovo apparecchiato il palchetto piccolo e penso che sarà una figata pazzescamente intima, anche se la mia reflex sta già sudando.
Appena arrivo trovo Andrea degli Andead, grandissimo fan dei newyorchesi, che mi aggiorna su un paio di cose e mi ricorda che oggi è in vendita il libro dei fratellini Koller, pubblicato in Italia dalla mitica Tsunami, con la possibilità di farselo autografare dal solo Lou, dato che Pete è convalescente in ospedale dopo un’operazione, ad oggi però come avrete visto è già tornato a saltare sui palchi e lo aspettiamo a braccia aperte; incontro le solite, tantissime facce da concerto e si chiacchiera allo sfinimento, il Magnolia è un posto totalmente sciallato e si sta benissimo nonostante il caldo soffocante di sti giorni, ma è già tempo di imbracciare la reflex perché stanno salendo gli Spaced, giovanissima band da Buffalo per la prima volta in Europa, e se è vero che l’America è la terra delle opportunità, è altrettanto vero che se fai cagare ti conviene cambiare mestiere, ma non è decisamente il caso degli Spaced, che martellano pesantissimi per tutto il loro incredibile concerto, tant’è che il timido e sofisticato pubblico milanese si appollaia vicino alla transenna invece che ai soliti 20 metri dal palco, si scatena anche qualche pogo ed è una cosa da segnalare, ai giovani americani va dato anche questo merito, ed i miei colleghi di redazione mi confermeranno la loro performance al fulmicotone qualche giorno dopo al PRH.
Finita l’inutile sviolinata agli Spaced, che tanto non leggeranno mai sto live report, salgono i canadesi Comeback Kid, che conosco purtroppo solo di fama non avendoli mai visti dal vivo, ne tantomeno ascoltati su disco (shitstorm tra 3-2-1…), per i motivi di cui sopra e quelli spiegati all’inizio non so nemmeno una delle canzoni che hanno fatto, ma zioporco se pestano dal vivo, ed il pubblico, devo dire bello corposo nonostante l’assenza dei Madball, accusa il colpo e lo restituisce con gli interessi, tanto che il cantante Andrew spesso si spinge fino in transenna e passa il mic ai suoi fan in un groviglio di braccia e gambe, cosa che sicuramente farà a tutti i concerti, ma siccome è il primo che vedo non mi scassate il cazzo.
Tocca ai Sick Of It All, al posto di Pete han ben pensato di mettere un pezzo da 90, forse anche 100 come Craig Silverman, insomma uno che mette bene in bolla il palco dato che di la c’è Craig Setari, parlando seriamente mi pare di capire che la NYHC family è proprio una bella family in alcuni casi…i ragazzini sanno ovviamente come infiammare un pubblico già bollente e per nulla infastidito dal caldo, vedo mia figlia che guarda sti omoni a bocca aperta ed ogni tanto mi chiama per dirmi che c’è qualcuno che si butta sugli altri, il Craig degli AF dice al butta di darle il suo plettro (griffato Agnostic Front!) nel bel mezzo del concerto, e lei tutta contenta mi dice che non me lo farà nemmeno toccare…la festa continua per tantissimo tempo, non c’è un cagacazzo a pagarlo e tutti sorridono entusiasti, e dopo il gran finale ste leggende viventi non disdegnano due parole e mille fotografie con il loro pubblico, mia figlia si becca pure il plettro dell’altro Craig intenerito da sta nanetta affascinata dall’Hardcore, e allora ciao posso dire che forse nella vita non ho fatto solo cazzate. Ce ne torniamo a casa felici per l’imminente partenza e per aver passato una serata splendida assieme a gente presa bene e a gruppi mastodontici, ed io sono il più felice di tutti perché, al contrario di Darth Veder, sto portando mia figlia verso il lato oscuro senza troppi sforzi, anche se tornando a casa ha cantato a memoria la canzone di Elettra Lamborghini e altre amenità del genere che sente al centro estivo…grazie di cuore ad Hellfire che ci regala sempre grandi storie da raccontare, ed al paziente quanto simpatico staff del Magnolia!

 

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