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The Offspring + Dead Kennedys + Ignite @ Lignano Beach Arena (15 Agosto 2019) – Live Report

Per i Punk-Rocker che a ferragosto non erano in vacanza, Lignano Sabbiadoro era una tappa quasi obbligatoria visto che, come agosto 2017 erano di scena gli (THE) OFFSPRING, con l’unica differenza del cambio di location: stadio nel 2017, Beach Arena quest’anno. Molto più suggestivo un concerto in spiaggia rispetto ad un più dispersivo stadio, anche se il parcheggio si rivelerà un vero e proprio parto.

In compagnia del Peoco Loco (a proposito, andate a sentirvi la sua band: “Dead After Weekend” (spaccano)) arriviamo in quel del lungomare di Lignano quando i californiani Ignite, con il loro  hardcore melodico, hanno già aperto la serata. Attivi dal 1993, e dai testi decisamente impegnati, il gruppo di Orange Country sfodera potenza sonora che dai loro dischi non son mai riuscito a cogliere. Una band che rivaluterò sicuramente con ascolti decisamente più attenti.

Cambio palco che spacca il secondo ed ecco apparire, reduci dal Bay Fest, i DEAD KENNEDYS, una band che ha praticamente insegnato il Punk-Hardcore a tutti quelli arrivati dopo. Jello Biafra sappiamo non esserci e Ron “Skip” Greer lo imita in modo fin troppo evidente, risultando un tantino “pesante”. I DKs sfoderano tutti i loro successi storici tra cui: “Holiday in Cambodia”, “Police Truck”, “Too Drunk To Fuck”, “California Uber Alles”, “Nazi Punks Fuck-off” che arriva dopo una critica della band verso Donald Trump.
Ho origliato critiche contrastanti tra chi “senza Biafra non sono più i DKs” e quelli “i DKs sono comunque la storia”. All’inizio ero scettico, ma io sto con i secondi. Purtroppo poche cose sono per sempre anche una band iconica come loro.

Tocca agli headliner, tocca agli OFFSPRING! (anche loro direttamente dal Bay Fest di Rimini). Le aspettative sono un po’ alte, date anche dal fatto che devono “farsi perdonare” uno show non proprio brillantissimo di due anni fa. Rispetto al 2017 rientra Noodles e fuori il bassista Greg K (che pare non faccia più parte della band). La setlist ripercorre tre quarti della carriera della band, da Smash fino all’ultimo Days Go By le hits si susseguono: “Come OutAand Play”, “Pretty Fly”, “Want You Bad”, e ancora “The Kids Aren’t Alright”, “Gone Away” ecc., per concludere (ovviamente) con “Self Esteem”. Da sottolineare anche una cover degli AC-DC: “Whole Lotta Roise”.
Noodles è decisamente un valore aggiunto per questi OFFSPRING; si muove, salta, interagisce con il pubblico mentre Dexter Holland invece l’ho visto più distaccato e se vogliamo “freddo”.

– OFFSPRING: Vivono ancora di rendita e questo grazie anche a delle scelte in passato che hanno sempre strizzato l’occhio alla parte commerciale rispetto a quella del cuore. Da loro fan non gli ho mai perdonato la scelta di ignorare completamente i primi due album (The Offspring ed Ignition).  Il Punk-Rock (come attitudine) l’hanno abbandonato già da qualche anno, lo si vede sul palco (un cambio chitarra ad ogni canzone) e lo si nota tra il pubblico (che abbraccia ormai molte “categorie” di persone). Un atteggiamento PURTROPPO da rockstar malvisto da chi come me tra la metà dei 90’s e i primi 2000 era innamorato del punk-rock marchiato Epitaph, di cui OFFSPRING (insieme a NoFX, Rancid, ecc.) ne erano i portabandiera.
– DEAD KENNEDYS: Saranno vecchi, non sarà la band originale al 100%, avranno dei suoni ormai superati ma vederli, sentirli, viverli, regala emozioni forse indescrivibili. Avanti DKs e speriamo sempre in una riappacificazione tra Band e Jello Biafra (che comunque sappiamo essere impossibile).
– IGNITE: sicuramente una band validissima con una resa nettamente maggiore in sede live rispetto a quella in studio.

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