TIJUANA BIBLES

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Band canadese, storia che proviene dal Mexico, sonorità tipiche delle spiagge californiane e label italiana, la loro musica è unita alle performance dei lottatori messicani della Lucha Libre di cui loro sono grandi amanti e da cui traggono anche spunto per le maschere di fiere che indossano durante i loro show.. a tutto questo back-ground aggiungete anche un gusto particolare per il trash cinematografico e avete veramente inquadrato questa band.
WRESTLING ROCK’N’ROLL DA TORONTO

Ieri avete suonato adavanti a duemila persone in Toscana, come sta andando questo tour in Italia e quale è stata la risposta del pubblico?

 

The Crippler: E’ stata grande. Abbiamo suonato due giorni fa al Transilvania, a Lipomo vicino Como. La gente si è divertita da matti! La reazione è stata questa: un centinaio di persone, alcuni si sono messi a leccare l’organo, altri mi hanno preso in una tela di ragno, saltando sul palco, un tipo mi ha puntato l’indice sull’ombelico. Non mi era mai successo prima!

 

Superdestructor: C’era uno che ballava sdraiato per terra con le gambe per aria.

 

The Crippler: Davvero matti! Ieri sera in un locale più grande, The Dresscode, vicino Pisa, credo che di quelle 2000 persone soltanto pochi fossero davvero appassionati di rock’n’roll, ma è stato comunque bello suonare in un locale così grande con tanta gente. C’era anche un’altra sala dove un dj metteva musica e siamo andati lì dopo il concerto a bere qualcosa, è stato divertente.

La reazione del pubblico italiano ci è piaciuta molto. Inoltre il cibo, ovviamente il vino, tutto è stato ottimo.

 

Avete scelto voi di suonare anche in piccoli centri o è stata una scelta dell’etichetta?

 

The Crippler: E’ stata la Blitz Studio che ha preso contatti con i locali. Abbiamo incontrato due sere fa quelli dell’Ammonia Records con cui avevamo soltanto comunicato per email o per telefono finora. Persone davvero molto gentili. Poi abbiamo incontrato anche Andrea di Blitz Studio. Hanno fatto davvero un ottimo lavoro. Il primo concerto al Transilvania è stato uno spettacolo davvero folle.

 

Noi veniamo da Roma e siamo stupiti di vedere un gruppo come voi suonare in una piccola località, in campagna, ma penso che sia bello, ha qualcosa di surreale. ( Il concerto si è tenuto al locale La Gare, vicino L’Aquila ndr)

 

The Crippler: Certo! Con le maschere e tutto il resto. A noi piace suonare anche in posti del genere e in questo modo abbiamo la possibilità di vedere la campagna. Siamo abituati a suonare nelle grandi città e questo è qualcosa diverso: ci sembra di essere dei “turisti rock’n’roll”. Comunque suoneremo anche in città più grandi ad esempio al carnevale di Venezia.

 

Da dove ha origine il vostro interesse per il wrestling e la mexican lucha libre (lotta libera messicana)?

 

The Crippler: Ci sembra semplicemente forte. C’è il rischio di sembrare frivoli o superficiali. Ma a me piace soprattutto per i riferimenti musicali. Mi fa pensare ai Cramps e a ‘The crusher’, una canzone degli anni ‘60 dedicata ad un lottatore, la versione originale è dei Novas. Per me l’aggressività della musica garage e le maschere stanno bene insieme. In alcuni vecchi film vi sono diverse scene ambientate in night club con gente vestita di pelle, magari sul palco c’è una band e ragazze ‘go-go’ che ballano. E’ una scena in un certo senso surreale. ….

 

Superdestructor: la sera scorsa al Dresscode quando abbiamo finito di suonare c’erano moltissime persone, un dj metteva musica e tutti ballavano; io non mi sono tolto la maschera mentre camminavo tra la folla, ballavo, bevevo, andavo al bar… Per me questo è normale ma per qualsiasi altra persona no. Mi sono divertito a indossare la maschera!

The Crippler: vorrei aggiungere un’altra cosa sulle maschere. I lottatori indossano la maschera per combattere, adottando la parte si preparano al combattimento.  Noi ci mettiamo la maschera per dire “siamo pronti ad andare”. La ragione per cui i lottatori messicani specialmente indossano le maschere è legata alla loro cultura rurale, il senso è quello di prendere l’energia dagli animali di cui si indossa il costume. Così io divento il re della giungla o l’uomo tigre e a volte ritorno persona… Non avevo questi peli prima! I miei denti stanno diventando più lunghi! Sono un animale!

 

Conoscete i fumetti Love & Rockets?

 

The Crippler: Sì siamo stati influenzati da Love & Rockets. Mi piace vedere personaggi che mentre vivono la vita di tutti i giorni, lavano i piatti, preparano il caffè, indossano maschere. Un altro fumetto che mi ha molto influenzato è El Borbah di Charles Burns di cui è protagonista un grosso detective che indossa una maschera da wrestling messicana. Dagli un’occhiata, c’è molto ‘The Crippler’ in El Borbah.

 

Come vi ha influenzato la cultura dei B-movie? Sei tu il ‘film maker’?

 

The Crippler ( a Superdestructor): rispondi semplicemente di sì.

 

Superdestructor: Sì sono io. La nostra storia comincia scrivendo musiche per i film che ho fatto, che avevano come star un lottatore mascherato. Loro erano miei amici, io avevo bisogno di una musica e sapevo che potevamo comporne una adatta per questi cortometraggi, girati in pellicola e proiettati con l’accompagnamento della musica. Così abbiamo iniziato scrivendo musiche per film.

Abbiamo partecipato ad un festival cinematografico dove ci chiesero se potevamo suonare dal vivo mentre il film scorreva. Fino ad allora il nostro era solo un progetto da studio, non avevamo mai suonato dal vivo. Fu uno spasso perché nel film c’era questo lottatore mascherato e noi ci siamo presentati indossando le stesse maschere da wrestling. Alla gente piacque più il gruppo del film.

 

Ho visto sul vostro sito che tu hai anche pellicole degli anni ’50. Sono originali? Dove le trovi?

 

Superdestructor: Sì sono tutte mie. Colleziono pellicole in super otto, otto e sedici millimetri. Ho circa 200 filmini, di vario tipo. Alcuni davvero forti, come quelli con Betty Page.

 

The Crippler: uno dei miei preferiti per cui forse un giorno comporremo la musica è quello con due ragazze in lingerie…

 

Superdestructor: sì, due ragazze si trovano in casa con addosso solo della lingerie; si stanno mettendo il rossetto davanti allo specchio quando suonano alla porta, loro rispondono e trovano un’altra ragazza in lingerie con un coltello in mano. La ragazza con il coltello attacca le altre due ma queste, dopo averla disarmata, la legano e le fanno il solletico.

 

Fai anche riprese in super otto?

 

Superdestructor: Sì. Ho girato anche un lungometraggio (ma in dvd) con zombie, un sacco di sangue e scene di nudo. Abbiamo inciso 12 canzoni per la colonna sonora.

 

Alcune delle vostre canzoni sono molto sixties e surf, altre più punk. Quali sono i vostri gruppi preferiti?

 

The Crippler: Certamente i Cramps, molto del surf delle origini, Link Wray, Dick Dale, The Pyramids, tutto il punk classico, Ramones, Damned, poi mi piacciono gli Headcoates, Billy Childish, Guitar Wolf, Dan Melchior. Vorrei aggiungere anche due gruppi canadesi: Shadowy Men on a Shadowy Planet e i Gruesomes. Semplicemente ci piace musica divertente, gruppi che hanno scritto buone canzoni. Stasera faremo un nuovo pezzo dal momento che abbiamo dei nuovi membri, al sax e alla tromba.

 

Ho letto che vi siete divisi dagli altri componenti originari della band?

 

The Crippler: Blue Demon se ne è andato, non è più nel gruppo. Chupacabra è nuova…

 

Sky Hi Lee: Blue Demon si è ritirato in una soleggiata villa in Messico. Io sono Sky Hi Lee e ho preso il suo posto al basso.

 

The Crippler: Questa nuova line up ha davvero rinvigorito il gruppo. Inoltre andare in tournée è molto più divertente e semplice con i nuovi componenti.

Le due ragazze sono nuove. Chupacabra sa cantare, suonare l’organo, la tromba, le percussioni; è la regina della notte, viene dalla Transilvania, è una vampira, il suo nome significa ‘succhia capra’. C’è Felina Negra, ma non vuole parlare… ogni volta che parla finiamo nei guai così è meglio lasciarla stare; suona l’organo, il sax, le percussioni; il suo pugno è davvero furioso come dice il nome del nostro ultimo album (‘Fist of fury’, che è anche il nome di un film con Bruce Lee del 1972, ndr). Poi c’è Sonny Boy Liston, ex boxeur, molti pensano che sia morto e anche che sia nero. Sky Hi Lee si presenta da solo.

 

Sky Hi Lee: il mio nome è Sky Hi Lee, sono originario di Hong Kong e giro il mondo con i Tijuana Bibles per portare in giro e tenere vivo il Verbo del rock’n’roll. Allo stesso tempo voglio vendicare la morte dei miei genitori, nessuno sa chi li ha uccisi ma io lo so !

 

The Crippler: Sky Hi Lee è il proprietario anche di uno dei migliori ristoranti cinesi!

 

Superdestructor: Hey Crippler puoi dire a tutti qualcosa di Superdestructor?

 

The Crippler: Superdestructor è il batterista più vecchio del mondo, selvaggio e folle, baby, è uno psicopatico!

 

Conosci gli italiani Ray Daytona? Fanno surf garage e indossano anch’essi delle maschere.

 

The Crippler: credo di averne sentito parlare ma non li conosco. Voglio controllare. Anche loro indossano maschere? Ma noi li vinceremo, crediamo nella lotta! Noi siamo una garage-punk band e solo un po’ surf, ‘we’ll kick their ass’!

Un altro gruppo che indossava maschere erano i Coyote men, sulla scena qualche anno fa ma ora si sono sciolti.

 

Volete rivolgere una sfida ai punk-rockers italiani?

 

Superdestructor: Fatti avanti Crippler!

 

The Crippler: Comincio subito: sono il re della giungla, sono il nuovo Adone, sono il pappagallo più vecchio del mondo!

 

Superdestructor: 500 % mentalmente fuori posto!

 

The Crippler: Nessuno mi può toccare sono The Crippler! Chi sono questi punk-rockers? Soltanto degli italiani… (risate)

 

E’ tua la voce sulla radio on line che c’è sul vostro sito?

 

The Crippler: Sì in alcuni momenti è la mia.

 

Per concludere vuoi spiegare l’origine del nome della band?

 

The Crippler: Il nome deriva da alcuni fumetti diffusi negli anni ’30, fumetti ‘sporchi’ in cui personaggi di famosi fumetti, come Popeye, erano rappresentati in situazioni pornografiche. Venivano dal Messico, l’unico posto dove era permesso tutto: droga, alcool, gioco d’azzardo… L’unico modo per farli arrivare negli Stati Uniti era quello di nasconderli nelle Bibbie, dal momento che erano molto piccoli e potevano essere infilati tra le pagine. A noi piaceva questo nome che rimandava al Messico e a qualcosa vietato ai minori di 18 anni.


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