Architects of Self-Destruction: The Oral history of Leftover Crack (review)

Ecco un’altra review a cura di Nick Northern – questa volta alle prese con dei Leftöver Crack, curato da Brad Logan e John Gentile.

Architects of Self-Destruction: The Oral history of Leftover Crack

Hai presente quella sensazione strana, profondamente sbagliata e avvilente che provi quando sei ad un mega festival punk e tieni in mano una birra da 7€ guardandoti in giro? La gente che sembra uscita da un video dei New Found Glory, le macchine nel parcheggio che costano tutte come casa tua, la patina fittizia e  sgradevole?

In fondo volevi solo ascoltare dei gruppi che ti piacciono e beccarli tutti contemporaneamente, facendo un sacrificio economico, ma ti trovi in un ambiente che non ti appartiene e con il quale sei costretto a scendere a patti. Nonostante tu sia lì come tutti gli altri per vedere i Bad Religion, ti senti un alieno, o semplicemente immerso in un contesto artificiale, dove non c’è la minima coerenza tra i messaggi delle canzoni e la pratica di vita di chi canta o di chi ascolta. Sono quei momenti in cui ti chiedi se il punk non sia effettivamente solo un genere musicale che ha perso completamnte la propria carica esplosiva e abbandonato i propri ideali o se abbia ancora quella scintilla che ti ha catturato tanti anni fa. Se anche tu come me hai provato sensazioni come questa, sappi che esistono ancora, per fortuna, persone come Scott Sturgeon AKA STZA, vero deus ex machina di Chocking Victim, Leftover Crack e Star Fucking Hispters, la cui esistenza ha ruotato attorno al C-Squat di New York e le correnti anarchiche americane. Proprio su di lui e sui suoi Leftover Crack è appena stato pubblicato un libro, Architects of Self-Destruction – the oral history of Leftover Crack. Il ibro è una raccolta di interviste e racconti curata dal chitarrista Brad Logan (LoC, F-Minus, Adolescents e sì, lo stesso della canzone dei Rancid che si sente in un episodio di South Park), che ripercorre la storia dei Chocking Victim e dei LoC, band che essenzialmente ruotano attorno alla figura controversa di Stza, un personaggio estremo ma geniale, fan dei Neurosis come degli Operation Ivy, dei Pixies come dei Subhumans, capace di inventare un vero e proprio genere musicale, il crack rocksteady, che aggiunge allo skacore di matrice Operation Ivy elementi crust, hardcore, hip hop e addirittura black metal. Dissing con i Rancid, litigi e vere e proprie risse tra membri della band, tour ai limiti del buon senso, rivolte ai concerti, droga, arresti, la morte di due membri (Alec, il bassista, meno di un anno fa), i Leftover Crack non si fanno mancare niente, bannati da moltissime città per l’imprevedibilità dei propri concerti, sono uno dei pochi gruppi approdati nel mainstream (sedotti ed abbandonati dalla Hellcat) che ha saputo mantenere un contatto con il pubblico e non perdere la propria identità di squatter anarchici. Sono interessanti i racconti sul C-squat e la sua storia, le sessioni di registrazione con il mitico Steve Albini, i momenti di tensione con Tim Armstrong e i processi creativi che hanno plasmato il sound unico della band.

Un libro che è sicuramente fonte di ispirazione poichè ogni racconto è permeato da una forza di volontà impressionante che ha tenuto in vita e reso celebri i Newyorkesi, essenzialmente dei vagabondi che hanno  creato musica mai sentita prima e l’hanno fatta arrivare alle masse senza svendersi mai. Farcela con i propri mezzi, con la propria personalità, difendendo le proprie idee e la propria arte dai tentativi di censura, dall’odio dell’americano medio e dai continui attacchi della polizia e, ancora più importante, da sé stessi: questo è il messaggio di fondo delle 300 pagine di Architects of Self Destruction edito da Rare Birds e per adesso non ancora tradotto in italiano. Uuna lettura che consiglio assolutamente sia ai fan, che per la prima volta avranno un quadro completo della storia della band,  che ai neofiti che potranno confrontarsi con una storia diversa da quella dei gruppi punk rock contemporanei ai Leftover Crack e che forse è più vicina a quella di certi gruppi inglesi della Crass records di inizio anni 80. Non vi spoilero troppo, procuratevelo, magari non su Amazon per coerenza, e divoratevi questo concentrato di droga, musica e disastri.                                                                                                     __ Nick Norther__

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