CIBO: l’intervista esclusiva per Punkadeka!

Pubblichiamo in esclusiva per Punkadeka l’intervista alla band torinese Cibo a cura di Gab De La Vega di Epidemic Records.
Hanno appena pubblicato un album, “Muzik”, diviso in due volumi. Ma si tratta di brani veloci, sparati e in rapida successione. Chi altri potrebbe fare una cosa così folle, se non i Cibo? Eccoli intervistati in esclusiva per Punkadeka!

Come si sono evoluti i Cibo dalla nascita ad oggi? Quali sono le ragioni per cui una band underground come la vostra riesce a sopravvivere a lungo nel tempo e a continuare a creare musica?
Ciao a tutti ragazzi! I Cibo sono una band i cui componenti iniziali suonano insieme dal 2001. Il nostro primo disco “appetibile” è uscito nel 2004 ed è stato ideato verso la fine del 2002 mentre il secondo “ignorante” è uscito nel 2007. Ciò che facciamo oggi, in riferimento all’ultima uscita “Muzik vol. 1 e 2” è interamente connesso all’evoluzione di quei due dischi. Avevamo molta voglia di tornare a fare musica veloce e potente ed eravamo curiosi nel metterci alla prova con sonorità punk eclettiche. Non si è trattato per nulla di un ritorno nostalgico quando di una rievocazione spirituale malefica e divertente.
Le ragioni della nostra sopravvivenza sono legate soprattutto a due fattori: il nostro legame di profonda amicizia e la nostra voglia di suonare a prescindere dal luogo; che si tratti di sala prove o di palco non ce ne frega un cazzo: suonare significa sguinzagliare liberamente ciò che siamo e riempirci di energia durante questo periodo di difficile ripresa per tutti.

Avete appena pubblicato un nuovo album…o meglio due! “Muzik” è diviso in due volumi, cosa insolita per un album di breve durata. Come mai avete optato per questa soluzione?
Abbiamo creato due “volumi” optando per un’ironica uscita digitale. Il termine “volume” riprende la pubblicazione della musica classica e la canzone “Muzik” riprende le nozze di Figaro di Mozart. Oltre a questo i due volumi sono diversi: il primo è più ignorante e sguaiato mentre nel secondo si aprono spazi più melodici e di natura filosofico-esistenziale.

Se doveste scrivere una recensione onesta del vostro stesso disco “Muzik”, quali elementi mettereste tra i punti forti del vostro lavoro? E se dovessimo essere puntigliosi, quali sono gli elementi che differenziano il Volume 1 dal Volume 2? Sono distinzioni decise a tavolino oppure semplicemente le canzoni si sono aggregate in maniera spontanea nelle due tracklist?
Muzik è stato registrato in presa diretta seguendo un istinto tutto pazzo sfrenato e un’energia particolare, derivata dal fatto che dopo un periodo di reclusione esci di casa e hai voglia di spaccare i muri a testate. Rispetta un sound nostro particolare e una genuina incoerenza di genere.
Come risposto alla domanda precedente i brani sono raccolti in due volumi: nel primo siamo stati più ludici, nel secondo abbiamo inserito le canzoni che hanno una facciata demenziale ma che all’interno evocano profondi sentimenti e interrogativi esistenziali: l’identità sessuale in triplo, la multipersonalità in 6 come 6 (malefix), la consapevolezza in Muzik, la lotta per il potere del territorio in 1492, l’illusione dell’essere invincibili in “essere fantastici”. Nel primo volume invece abbiamo criticato gli adulti e il loro elargire giudizi in “Costruisco”, fatto fare un elenco dei prodotti presenti nel “pacco da giù” a una vera pugliese, cercato e trovato l’oro e la pazzia insieme a zio paperone, narrato la codardia dell’essere umano in Abusi, e parlato dell’inconsapevolezza del povero Varenne: noi lo consideriamo campione mentre lui si sente solo un cavallo!

Prima di “Muzik” c’è stato un split coi Beelzebeat, uscito in piena pandemia. Siete riusciti a promuovere anche quel lavoro e a godervelo dal vivo nonostante le mille difficoltà del periodo oppure sentite che qualcosa sia rimasto in sospeso?
Lo split coi Beelzebeat e la nostra collaborazione con loro si è rivelata un’occasione preziosa: abbiamo rimesso in moto le nostre capacità, registrato e masterizzato con i mezzi dello studio del chitarrista Matteo seguendo i nostri tempi di ascolto e condiviso questa esperienza post pandemia con delle persone mitiche . Loro sono fantastici, dal vivo sono caldi e coinvolgenti. É stato stupendo dividere con loro il palco nelle varie presentazioni. Siamo diventati molto amici e speriamo presto di rivederli perché ci mancano.
In tutto abbiamo fatto poche date, circa sei o sette ma l’entusiasmo è stato galattico. È sempre bello essere supportati e in qualche modo attesi, amiamo tantissimo il momento dell’esibizione poiché è puramente qualitativo e diverso ogni volta. Sicuramente in futuro cercheremo di suonare il più possibile ma apprezziamo tanto quel che è arrivato.


Il vostro sound è un miscuglio di grindcore, punk, funky, hardcore, jazz e rock. Ovviamente alcuni elementi sono preponderanti, ma da dove vengono le influenze più inconsuete che poi definiscono l’identità musicale dei Cibo?

Le nostre influenze più inconsuete… Beh siamo cresciuti con gli Elio e le Storie Tese, musicisti di altissimo livello dotati di un’identità musicale variopinta e di un’ironia spettacolare. Sicuramente loro sono inseriti alla cazzo, all’interno di quel bagaglio punk e grind svedese/americano (NoFX, Satanic Surfers) e della Torino fine anni 90 e primi 2000 che tanto ci ha ispirato. Gruppi come Woptime, Lama Tematica, Crunch, Arturo, Bellicosi, Cripple Bastards e molti altri ci hanno motivato a tal punto da prendere in mano gli strumenti per fare sul serio e non solo per divertirci. Abbiamo seguito molto ciò che sentivamo senza pensarci troppo,  completamente di pancia e cercando di unire quel mondo a un altro ormai passato, dove la musica era respirata e vissuta in una dimensione totalmente live e analogica. Jimi Hendrix, Led Zeppelin, Beatles, Motorhead, ACDC, Black Sabbath ecc. ecc. Quando prendiamo in mano gli strumenti iniziamo a giocare e facciamo finta di essere tornati indietro nel tempo, in un mondo dove la musica era comunicazione, veicolo pieno di energia e amore da dare al prossimo: proprio come facevano Nino d’Angelo e Gigi d’Alessio. Il mondo della musica è tutto paese e la musica probabilmente è la cosa più bella che l’essere umano è stato capace di produrre in questo mondo. Ci chiediamo spesso se esistano altre forme di vita nello spazio infinito. Ma le musiche?

Cosa sta avvenendo adesso in casa Cibo? Siete riusciti a suonare un po’ dal vivo con questo nuovo album? Avete in cantiere nuovi lavori e nuovi concerti?

Cosa avviene adesso in casa Cibo: stiamo provando nella nostra cella frigo per una data il 7 ottobre allo Ziggy Club di Torino, dopodiché vedremo quante date prendere perché il nostro cantante Giorgio sta per diventare papà. Per ora dunque la nostra priorità è vestirci da re magi.

Possiamo dirvi che la scaletta  è roboante e che così bene non abbiamo mai suonato in vita nostra. Vi aspettiamo!

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