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GHETTO 84: Ultras Rock’n’Roll

Un disco dei Ghetto 84 oggi, dopo 2000 anni, per molti non avrebbe senso, ma che cazzo appoggiate la puntina per un secondo e, se siete tra queste persone, capirete che un senso ce l’ha eccome, tante cose ancora da dire, tanti schiaffi ancora da dare, tante cose da insegnare anche alle più che valide nuove leve, vediamo cosa c’ha da urlare il Rude.
Dunque partiamo a bomba con un pezzo che più cattivo non si può, un po come dire “oh gente levatevi che qua passa il treno”, poi si va direttamente in Inghilterra davanti a qualche pub vicino allo stadio con un pezzo che sa molto di reietti e dei magici anni ’80 per poi lanciarsi un in pezzo punk tiratissimo, “ancora in fotta”, che riassume alla perfezione lo stato dei Ghetto, e non possiamo che confermare.
Ci sono poi due pezzi che contengono riferimenti ad altri pezzi più o meno famosi, non si può non riconoscere la cadenza di “knowledge” in “fanculo te e il tuo vaucher” ed i continui riferimenti al side-project di Rude coi Lickshots in “commando anti mobbing”. Arrivano poi quelli che considero dei pezzi 100% Ghetto 84 style per come ho imparato a conoscerli su disco e live, ovvero cazzoni, spensierati ma sempre col coltello tra i denti, che non le mandano a dire mai, ed uno dei 2 è addirittura un pezzo acustico, mentre “una per i kids…” è destinata a diventare un anthem, anzi lo è già!
Si torna sull’ottovolante per l’ultima parte del disco con una violentissima “kick ass for the working class”, la quasi malinconica “un’altra notte in un bar” ed il ritmo insolito quasi blues dannatamente trascinante di “figlio fortunato” pezzo rabbioso che genera rabbia contro i blu e simili, e che grida giustizia da ogni accordo, con Aldro e Cucchi nel cuore.
Testi incredibilmente duri e reali, a tratti divertenti, un po come succede nella vita, con la voce di Rude a farla da padrone in un cantato da paura, accompagnato da dei musicisti che hanno saputo costruire delle ottime atmosfere per rendere ogni pezzo ancora più emozionante.
Migliore uscita del 2019? Può darsi, dal basso dei miei quasi 40 anni di cui più della metà passato sotto al palco e gli ultimi 10 passati a scrivere troiate qua sopra posso solo dire che sto disco è qualcosa di incredibile. Lunga vita ai Ghetto 84.
Dentro il disco, dalla grafica molto “Cockney Rejects”, troviamo una bella dedica a Papero, Sigaro ed a tutte le bands che non devono mollare mai, prodotto dai Ghetto 84 e da Gianluca “Pekos” Grazioli, uscito per Anfibio Records.

traclist:
01. fuori controllo
02. we don’t care
03. ancora in fotta
04. fanculo te e il tuo voucher
05. commando anti mobbing
06. una per i kid, una per i vecchi bastardi
07. oi! che fatica
08. kick ass for the working class
09. un’altra mezzanotte in un bar
10. figlio fortunato

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