La Top 10 2010-2019 di Amanda Disa

Best of the Scene

Lasciatemi dire che questo della Top 10 degli ultimi 10 anni è davvero un compito ingrato. Non solo devi fare mente locale sulle “ultime” uscite, ma devi pure argomentare, scegliere, classificare secondo criterio. Ho deciso di buttarla chiaramente sul personale, non avrei nemmeno le competenze per fare diversamente, perciò aspettatevi una lista dove c’è un po’ di tutto e che mi rappresenta, tipo ‘na bella paella.

In questa ultima decade, tra l’altro, si sono concentrati il 70% di concerti e festival che ho visto e fotografato, nonché il mio sbarco su Punkadeka.it. Ho deciso quindi di mettere alcune foto invece delle copertine degli album – alcune davvero vecchissime- tutte scattate al concerto di quella band (che trasgre).

Sono pronta a prendermi tanti insulti e a rovinare delle amicizie, sono sicura di aver dimenticato il mondo.

 

10. A Wilhelm Scream – Partycrasher

TVB. Gli A Wilhelm Scream o ti piacciono o non li sopporti. Partycrasher non è il loro miglior album e non contiene i pezzi più clamorosi ma comunque gli si vuole bene: per questo in generale mi sento di includerlo nella lista. Sono chiaramente di parte, sono una di quelle band che sono state un colpo di fulmine, che un pelo di oggettività te la fanno perdere. Ad ogni modo guardateveli dal vivo, poi ne riparliamo.

Mi rendo conto che al posto di questo album ci sarebbe dovuto essere come minimo “Comet” dei The Bouncing Souls, gli Anti-Flag o i Face to Face. Chiedo scusa.

Brano preferito: Boat Builders

 

9. Against Me! – Transgender Dysphoria Blues

Rebel.  Un album che non può non essere citato. Sicuramente, da una parte, riconferma una grande band come Against Me! ma non solo, è un disco decisamente significativo su altri livelli. Si tratta del primo album pubblicato da Tom Gabel dopo il coming out del 2012, in cui dichiara di essere transgender e di cambiare nome in Laura Jane Grace. La vera forza di questo lavoro è la capacità di raccontare tutte le sfumature, in modo tanto sofferto quanto sincero, di questa storia autobiografica che rompe ogni schema a cui eravamo abituati (perlomeno nella “scena”) e affronta il tema dell’identità di genere.

Brano Preferito: Transgender Dysphoria Blues

 

8. Madball – Hardcore Lives

Manate in faccia. Da certe istituzioni della scena sai esattamente cosa aspettarti. Ma dite che dopo un po’ c’è il rischio di stufarsi? Beh, NI. Certamente non in questo caso. Con questa scelta realizzo per la prima volta il mandato di questa Top 10 per davvero, la scelta dei migliori album in generale, senza storielle sotto. Questo disco dei Madball mette via tutti e spiega il NYHC ancora una volta, a badilate.

Brano Prefrito: Doc Marten Stomp

 

7. The Interrupters – The Interrupters

Dance motherfucker! Prova a pensare ad un nome scritto piccolissimo nella locandina del Groezrock del 2015, in apertura all’Impericon Stage, che oggi appare come spalla al tour dei Green Day. Questi sono gli Interrupters, un vero e proprio fenomeno esploso all’improvviso, firmato Hellcat. Punk rock, ska, divertimento, sorrisi: i protetti di Tim Armstrong (perché si, dai, è così) hanno sinceramente dimostrato di meritarsi tutto quello che è successo e che è cominciato con questo disco. Farebbero ballare anche i muri.

Brano Preferito: forse Can’t Be Trusted

 

6. Slander – The Rush (EP)

Chapeau. Posto che avrei potuto mettere l’intera discografia, essendo composta da diversi EP usciti tra il 2013 ed il 2017, gli Slander sono la band italiana che più di ogni altra in tempi recenti è stata in grado di spiegare ed esportare la scena HC made in Italy. Con un approccio distruttivo ed ignorante il giusto, hanno ridato vita a tutta una realtà partendo da Marghera, tirando in mezzo anche giovanissimi (non facile come sapete). I live, i video, le grafiche, l’attitude: tanta roba. Gli spritz a 2€ al VExHC pure.

Brano Preferito: The Rush

 

5. Sick of it all – When the smoke clears (EP)

De core. Lo so, questa scelta sarà molto controversa ma lasciatemi spiegare: qua c’è di mezzo un valore affettivo inestimabile. Perdonatemi l’autoreferenzialità, ma questa oltre ad essere una delle band più significative per me, nonché delle bombe a mano dal vivo, sono state il punto più alto della mia (non)carriera fotografica. Iniziata e terminata quel giorno. Questo EP è uscito insieme al book per i loro 30 anni di attività, contenente le foto più significative. A pagina 20-21 trovate la mia foto scattata al Chiemsee Rock per Punkadeka nel 2013. Enough Said.

Brano Preferito: When the smoke clears

 

4. Descendents –  Hypercaffium Spazzinate

Bentornati. Che dire, il penultimo album di questa band (Cool To Be You, 2004) è uscito quando ancora andavo alle medie e la mia cultura musicale era basata su MTV, MySpace e mio fratello. Una band che ho conosciuto e amato nel tempo, alla fine ho avuto solo 12 anni di tempo per recuperare. Sempre loro, cresciuti, anche se probabilmente non gli andava. Beh, siamo in due.

Brano preferito: Beyond the music

 

 

 

3. Good Riddance – Peace in Our Time

Macchine. Posto che ero tentata di mettere l’ultimo album (Thoughts and Prayers, 2019) c’è poco da dire: i Good Riddance sono delle macchine da guerra, quasi sempre mettono tutti d’accordo. Detto questo, off topic clamoroso, il mio prefe rimarrà sempre “Remain in memory”, francamente uno degli album live (si ok, con le greatest hits) più fighi e meglio registrati di sempre. Non prendetemi in giro.

Brano preferito: Disputatio

 

2. Dalton – Come stai?

Destabilizzante. Visti per la prima volta nel 2015 in quell’incredibile serata al TPO (con Cock Sparrer e mezzo mondo sopra e sottopalco) mi hanno investita in pieno. Un sound fino ad allora estraneo alle mie orecchie, che riconduce a mondi che non mi appartengono, dal cantautorato italiano alle sonorità anni ’60. Questo disco è stato in grado di mostrarmi altre sfumature del mondo Oi! e affini, grazie anche all’eleganza e alla forza dei testi. Io, che con il giro skinhead c’azzecco quasi un cazzo, me ne sono innamorata dal giorno 0.

Brano preferito: Bambini

 

1. Flatliners – Cavalcade

Totale. Raga, onestamente, è difficile che un album ti piaccia proprio proprio dall’inizio alla fine. Verissimo, se non fosse che questo disco mi sballa la media. È francamente uno dei miei preferiti in assoluto in generale, non so nemmeno bene spiegare perché. Questa band ha fatto un percorso molto strano, chi li conosce lo sa: lasciatemi dire che questo album spartiacque tra chi erano e chi sono diventati per me è totale. Definitivo. Ciao.

(Ve lo giuro che sento i vostri insulti da qui)

Brano preferito: Negli anni ho cambiato idea 16 volte, facciamo Calming Collection

 

 

Mi rendo conto di aver tralasciato il mondo, sono successe tante altre cose belle negli ultimi 10 anni… Ne servono altri 10.

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