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REVOLUTION ROCK FEST. XI ed. (HT Factory, 22/12/19)

Mi ritrovo a scrivere questo live report con un ritardo spaventoso, chiedo innanzi tutto scusa a Reb e Out Of Control per essere arrivato così lungo e per la scarsissima qualità delle foto, non so che cazzo di impostazione ho toccato e non se ne salva una…comunque per quanto mi riguarda è stata una grandissima festa con dei gruppi a dir poco pazzeschi, alcuni che conoscevo molto bene ed altri che ho conosciuto volentieri, difficile restare delusi quando la squadra la fanno i magentini.
Il rendez vous è all’ HT Factory di Seregno alle 18:00, è una domenica ma è sempre prestino e sono un po in ansia, ho convinto anche mia moglie, mia sorella e mio cognato a seguirmi ed alle 18:00 in punto siamo già davanti all’ingresso a salutare Brat e famiglia, Gloriana e Franco, Fulvietto con la Elena ed altra gente arrivata già per l’apertura, ottimo segno, e dentro c’è già la solita atmosfera di festa e grande riunione famigliare. Piccola nota a margine, mi si avvicinano due ragazzi e mi chiedono se sono Matt Murphys, al mio annuire partono coi complimenti ed addirittura vogliono una foto assieme, tra me e me penso siano già fradici e mi stiano prendendo per il culo, mi congedo scusandomi per avergli rovinato la vita, tra le grasse risate di tutti e tre.
Ci fiondiamo al bancone per bagnare un po il becco, poi poco dopo iniziano puntualissimi i Tupamaros, primo gruppo a me sconosciuto al quale tocca suonare davanti a poca gente, come purtroppo immaginavo, ciò non toglie che riescono a far sculettare i presenti e quantomeno ad incuriosire un po tutti, l’atmosfera poi si scalda quando sale il Maestro Cisco, e mia sorella va già insieme per l’emozione…subito dopo di loro tocca agli Uguaglianza dare la scossa col loro streetpunk, siamo ancora pochini per la ressa che speravo di vedere, ed il pit resta gelido ma i varazzini li vedo belli in forma e cosa che più conta per me riesco a vederli dal vivo, erano anni che per una balla o per l’altra non riuscivo a godermeli e stasera mi sono tolto lo sfizio con tutti i loro cavalli di battaglia.
Nuovo cambio palco e sale il mio cantautore preferito, Path ha un disco da far girare ed uno in uscita, le idee di certo non gli mancano e rimango come sempre inebetito quando imbraccia il suo fucile, un po il sotto palco si anima ed iniziano ad arrivare delle facce conosciute, oltre ai miei amici/colleghi Benny e Amanda, e tra qualche perla da “Cinema” ed un po di poesie da “lima sorda” e “Hombre Lobo Session” scade anche quest’ora d’aria, ma la tensione resta alta perché stanno per salire i Rappresaglia, il pit ormai è popolato, ma la milanese un po baüscia serve ancora del tempo per scaldarsi quindi niente pogo, ma sono sicuro di aver sentito tanta gente urlare con me le canzoni di un gruppo che non ha voglia di arrivare a quota 100.
Salgono i Combat Folk, trio composto da Cisco, Fry Moneti e Luca Lanzi, che hanno il merito di riempire il pit, dove almeno 3 generazioni saltano ed accompagnano col pugno alzato i 3 mostri sacri del folk italiano, finalmente si respira un po d’aria che sa di birra e sudore, iniziavo ad essere preoccupato…e dopo un breve discorso di Adelmo per me e molti altri kidz della mia generazione la tensione si fa seria, sta per salire su di un palco milanese la band che ha deviato la mia adolescenza a suon di ignoranza, burdél e combat punk, appena Roby attacca con l’oltretorrente mi tornano alla mente migliaia di lividi, le docce di birra e concerti epici, ma adesso i ragazzi sono qui davanti al mio obiettivo e devo cercare in qualche modo di immortalare il momento, intanto sotto al palco il macello…tra i salti carpiati di Andre e gente sudata a merda dopo 3 note decido di lasciare la reflex e buttarmi in mezzo pure io e che cazz, finisce in un’ovazione e tante facce sudate, ma estremamente felici, col sottoscritto che ha cercato di intonare l’ inno giovanile “dammi una mano”, con un discreto seguito.
Finita la bolgia gli animi si placano un attimo, io devo caricare i liquidi e sul palco salgono i Muro Del Canto, altro gruppo per me sconosciuto ma che mi ha lasciato davvero senza parole, in realtà avevo sentito un pezzo che hanno fatto con la Maleducazione Alcolica, dal vivo sono devastanti ed il cantante ha avuto il merito di finire una bottiglia di rosso durante l’esibizione, chapeau! Poco prima della mezzanotte il locale inizia inspiegabilmente a svuotarsi, ma io ho ancora lo zio Marino da vedere, i fratelli Severini non hanno molto tempo, ma per quanto mi riguarda sentirli suonare o sentir parlare Marino mi da le stesse identiche emozioni, sale anche Adelmo per “la collina dei sette fratelli” e si conclude con Gimmy e Brat dei Linea a suonare “Redemption Song” tra gli applausi degli eroi rimasti.
Come scritto sopra per quanto mi riguarda la serata è andata benone, emozioni a raffica come tutte le volte, con diverse ciliegine sulla torta, la strada del ritorno è leggera perché ogni volta che esco da un concerto di Reb ho sempre la solita faccia da culo, ma sorridente.

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