MELT

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 Hanno iniziato il proprio cammino con la Derotten Records, oggi approdano all’etichetta “La Tempesta”, la label dei Tre Allegri Ragazzi Morti e danno una svolta al proprio sound … parliamone direttamente con loro.

 

Dal 1992 ad oggi ci sono stati diversi cambi di formazione nel gruppo…  chi sono oggi i Melt?

Teo:  Oggi i Melt sono Teo (io) al basso e voce, il Teno alla chitarra e voce, Diego alla batteria.

 

Questi cambi di line up hanno contribuito alla crescita dei Melt o l’hanno “rallentata”?

Teo:  L’uscita di un componente è sempre stata fonte di dolore e amarezza, specie per un gruppo come il nostro, da sempre basato su una forte amicizia fra i propri membri. Tuttavia, un’altra nostra prerogativa è sempre stata quella di guardare al futuro; le formazioni passate sono fotografie di un determinato momento storico… Quella attuale esiste già da 3 anni e penso che con essa si sia raggiunto il perfetto equilibrio emozionale, tecnico e artistico per ciò che vogliamo fare con i Melt.

 

E’ uscito il vostro nuovo cd… presentacelo..

Teo:  Siamo molto felici di questo nostro quarto album, penso sia il coronamento di tutti i nostri sforzi artistici ed espressivi. È un album piuttosto eclettico, più aggressivo del precedente, sempre molto melodico ma nel contempo molto rock, potente e rumoroso.

 

Dopo autoproduzioni, diversi cd con la Derotten Record e uno con la KOB records siete passati a LaTempesta… quali saranno le differenze tra ” L’Intonarumori” e i precedenti lavori? ..sia a livello di produzione che musicale…

Teo:  L’uscita de “L’Intonarumori” per La Tempesta è un nuovo passo avanti per i Melt. Da una parte, la forza di questa etichetta ci sta regalando soddisfazioni finora mai raggiunte; dall’altra, lavorare con dei veri amici (così com’era per le etichette precedenti) è sempre un piacere e un grande divertimento. Dal punto di vista musicale non saprei cosa dirti, naturalmente non c’è stato nessun controllo e nessuna imposizione da parte de La Tempesta sui brani de “L’Intonarumori”. Sicuramente, sento di poter dire che lavorare con artisti dotati di una sensibilità così profonda ha contribuito ad una grande crescita per il nostro gruppo.

 

E’ già il secondo album prodotto da Giorgio Canali, com’è collaborare con lui?

Teo:  Giorgio è una delle persone più straordinarie che abbiamo conosciuto… Anche lui, con la sua preparazione e la sua umanità ha contribuito ad un grande progresso nei Melt. È un grandissimo produttore: egli sa far esprimere il gruppo con cui lavora al meglio delle proprie potenzialità, riesce a far fruttare le tue doti in un modo al quale, da solo, non avresti mai saputo arrivare. Anche dal punto di vista umano, poi, si è rivelato una persona stupenda; anche con lui è nato un rapporto di amicizia del quale siamo felicissimi.

 

Come potete definire oggi il vostro sound?

Teo:  Questa è una domanda alla quale è sempre difficile rispondere, anche perché tendenzialmente non mi piace chiudere i gruppi nelle “gabbie” dei generi musicali. So, però, che spesso ciò è necessario, dunque posso risponderti dicendo che vedo il nostro suono attuale come un punto d’incontro fra il pop britannico e l’indie rock americano, fra la sensibilità pop e la ricerca melodica del primo e la potenza e il rumore del secondo…

 

 

Quali influenze musicali potete elencare?

Teo:  I nostri ascolti preferiti comprendono band e artisti quali i Beatles, Nirvana, Elvis Costello, Dinosaur Jr, Xtc, Who, il punk, il rock di Seattle, il post punk, il college rock…

 

 

L’Intonarumori ha origini nel 1913… spiegateci cosa si cela dietro al titolo e il perchè di questa scelta.

Teo:  L’intonarumori è uno strumento musicale ideato e realizzato dall’artista futurista Luigi Russolo, e rappresenta, per noi, l’immagine perfetta per descrivere e presentare questo nostro nuovo album. Il disco, infatti, è pervaso dal concetto di contraddizione: facendo tesoro del pensiero di filosofi/sociologi della Scuola di Francoforte quali Th. W. Adorno e H. Marcuse, l’idea di fondo è che le contraddizioni mantenute irrisolte, siano fonte di energia e rappresentino l’unica via di fuga da un mondo controllato dal totalitarismo economico. Tutto si spegnerebbe, in una situazione di risoluzione di queste, in cui vigerebbe la più completa e vuota immobilità. Questo discorso emerge da tutti i testi dell’album, e anche dalle musiche, nelle quali si trova una continua dialettica fra melodia e rumore.

 

Partirete a Marzo con diverse date per la promozione dell’album… di tutti i concerti che avete fatto, ve ne ricordate uno in particolare?..(perchè?)

Teo:  Sì, stiamo organizzando parecchie date in giro per l’Italia… Sinceramente, suonare dal vivo è sempre un momento di grande divertimento, per noi… Non fisserei la mia attenzione su un concerto in particolare…

 

– Concludiamo con il consueto spazio libero… dite ciò che volete ai lettori..

Teo:  Abbiamo rinunciato ad intonare il rumore che verrà.


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