Quattro chiacchiere con gli Ashpipe

Quattro chiacchiere con gli Ashpipe
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ashpi11peCiao Ragazzi!
M:Siete appena ripartiti con il tour per la promozione del nuovo disco Ancorati, la prima tappa a Pavia com’è andata?

A:Direi benone! Era da Novembre che non suonavamo in elettrico per preparare il nuovo disco ma direi che abbiamo spaccato e sotto di noi è partito un gran bel bordello quindi di meglio non potevamo chiedere. Spazio Musica ha risposto presente!

M:Personalmente il disco mi piace, anche di più di Born Bad, cosa vi aspettate come risposta dai kidz?

A:Non ci aspettiamo nulla in particolare. Sentivamo una normale esigenza di buttare fuori del nuovo materiale e credo che il risultato sia una perfetta evoluzione del sentiero che abbiamo preso con “Born Bad” e con l’EP “Too much focused..” uscito appena dopo. Il sound è maturato, i testi sono maturati, noi siamo un po’ più grandicelli e chi ci segue fin dal primo album “Waiting for wave” apprezzerà sicuramente. Per chi invece non ci conosce direi che “Ancorati” è proprio il disco giusto per iniziare a farlo!

M:Come ci si sente a salpare dalla provincia e sbarcare (tanto per restare in tema) sui palchi di mezza Europa con notevole successo?

A:E’ una bellissima emozione soprattutto per me e l’altra metà del gruppo che vive in piccoli paeselli di provincia. Essere catapultati in grosse città come Berlino, Amburgo, Monaco di Baviera è una doppia soddisfazione e ci ripaga dei tanti sforzi. Calcare determinati palchi è una gran boccata di ossigeno che poi riportiamo a casa per continuare a “coltivare” la nostra terra poco fertile verso la musica underground in generale.

M:Cantate i vostri pezzi in italiano, inglese e francese…e ora addirittura un pezzo in latino? Da dove è nata l’idea?

A:L’idea è nata in saletta in una delle nostre tante sessioni “fumose” immaginando un Nerone festaiolo e distratto. E’ poi rimasta in sospeso per un po’, diciamo nel dimenticatoio per poi essere ripresa dal nostro Annandi che sapientemente l’ha trasformata in musica e parole.

M:I vostri testi riguardano per la maggior parte tematiche sociali delicate, partigiani, antifascismo, quali sono i gruppi che più vi hanno ispirato nei testi e nei suoni in questi anni?

A:Tanti gruppi e generi abbiamo ascoltato negli anni e la maggiore influenza arriva dalla musica anni ’90 in generale, quella che ci ha cresciuti, quella che ha segnato la nostra adolescenza. Parlare di certe tematiche è stato necessario perché di stare in un partito non ne avevamo voglia, di spegnere il cervello e ignorare la politica nemmeno, di dire con un microfono quelle che pensiamo utilizzando la musica come strumento di comunicazione quello sì perché rappresenta la nostra giusta dimensione e ci sentiamo a nostro agio nel farlo.

M:Zubo e Camo cantate in coppia da quasi 10 anni, a parte che live (e anche in studio) ha una notevole resa, come mai questa particolarità?

A:Questa particolarità nasce tra i banchi di scuola. Io e Zubo eravamo compagni di classe e di banco e negli anni abbiamo sviluppato una certa intesa nel copiare le verifiche che ci ha permesso ora di condividere testi,palco e microfono!

M:Siete in strada da ormai 15 anni, come vi sentite?

A:Ci sentiamo come una goccia d’acqua in mezzo ad un oceano perché a mio avviso il cammino è ancora lungo, la strada da fare è ancora tanta e bisogna non mollare per rappresentare, assieme a tutte le bands che suonano musica indipendente, un’alternativa ad una standardizzazione culturale che sta togliendo la curiosità nello scoprire cose nuove, di pensare con la propria testa e di crearsi una propria visione critica lontana dall’influenza delle multinazionali e della globalizzazione.

M:E qual’è il ricordo più bello che avete ben nitido nella testa dopo tutto questo tempo?

A:Il ricordo più bello è stata la prima volta che abbiamo suonato all’SO36 di Berlino in apertura ai Talco. Essere già a Berlino era una vittoria, calcare quel palco con la sala sold out è stato magico, farlo davanti a pochi amici intimi arrivati direttamente dall’Italia per essere testimoni di quel momento ancora più bello.

M:Il primo album si intitolava Waiting for Wave, ora questo Ancorati, in Born Bad si parla anche di pirati, un caso?

A:No, non credo sia un caso. Per noi che abitiamo in collina il mare lo possiamo solo immaginare ed è sempre stato sinonimo di vacanza, ferie, evasione e libertà. E’ chiaro quindi che durante l’anno ci pensi a queste cose e i pirati sono un’ottima metafora di come, almeno per noi, la vita dovrebbe essere vissuta.

M:Tornando agli album, Waiting for Wave…ora l’onda è arrivata ed è pure bella alta, dove vi porterà?

A:Spero il più lontano possibile, magari in un altro continente come l’Asia o il Sud America. Staremo a vedere!!

M:Grazie da parte mia e di Punkadeka per averci regalato un po del vostro tempo

A:Grazie a voi per lo spazio e per il supporto. Ci vediamo in giro.

“ANCORATI TOUR 2015”

26.03 Pavia / Spazio Musica – Release party
19.04. Oramala(Varzi)(I) / acoustic show
24.04 Circolo InSvolta (I) / Rozzano (MI)
26.04 Viguzzolo (AL)(I) / acoustic show

07.05 Minden (D) / Papagei am beat
08.05 Herford (D) / Fla Fla
09.05 Hamburg (D) / Hafengeburtstag Jolly Roger
22.05 Milano (I)/ Barrio’s
23.05 Romagnese(I) / Phi ghi bar – acoustic show

12.06 Berlin (D) / Sherer8
13.06 Schwabisch Gmund (D) / Stadfest – open air
19.06 Cassano d’Adda (MI) / Festa dei Popoli w/Crancy Crooks
26.06 Martinengo (BG)(I) / Rock in riot w / Omini Verdi
11.07 Munich (D) / TBA
01.08 Romagnese (PV) / Festa della Birra
04.09 Torre degli Alberi (PV)(I) / Rock the tower
30.09 Mad Butcher Tour / TBA
01.10 Mad Butcher Tour / TBA
02.10 Mad Butcher Tour / TBA
03.10 Mad Butcher Tour / TBA


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