Punkadeka festival

NOTTE DI TEMPESTA vol. 1 (Eterotopia, 06/04/19)

Il nuovo concetto di serata ben riuscita a 360°, la notte di sabato scorso all’Eterotopia di San Giuliano Milanese rimarrà per parecchio tempo nelle teste pelate dei kidz più o meno giovani che già dall’apertura hanno affollato il bellissimo spazio pubblico, ma prima di fare la carrellata di saluti e ringraziamenti vediamo un po di capire cos’è successo.
Cerco di arrivare prima possibile, la scaletta dice che gli Ostile inizieranno alle 20 circa ed io come sempre non voglio perdere neanche una nota, e siccome da un po non vedo più tanti concerti come una volta vorrei fare anche un po di portinariato, quindi poco dopo le 19:30 sono dentro e vedo con piacere che il cortiletto presidiato da Tupac e Thomas già brulica di giovanissimi dal forte accento vicentino che intonano cori col bottiglione in mano, dentro c’è Damiano Nuttyprint che finalmente conosco di persona col banchetto ed al bancone trovo Roby da Zena, Frank e la Dali, Kurma, oltre all’onnipresente Gran Visir, mi siedo a far due parole e ad aspettare il batterista degli Ostile bloccato in tange e nel frattempo arriva un sacco di gente dall’Emilia, dal Piemonte, e da mezza Lombardia, si prospetta una bella serata insomma.
Iniziano gli Ostile, dal primissimo concerto che ho visto sono in continuo miglioramento, i suoni sono molto aggressivi ed i testi misti tra spensieratezza e impegno, la Dali invita tutti a fare un passo avanti che tanto è inizio serata e non puzza ancora nessuno, e vanno avanti a martellare per tutto il tempo, anticipandoci la sospirata uscita del primo disco, che francamente attendiamo con ansia.
Finito il primo set al fulmicotone salgono i Frode da Seriate, giocano quasi in casa con la spessa prima linea bergamasca formata da Albe, Mete e tanti ragazzi che conoscono i pezzi a menadito, io li apprezzo sempre sti ragazzi attivi da oltre 10 anni, un gruppo tosto che sa fare OI! senza fronzoli e menate, e che non ha paura a prendere posizione, e la serata inizia ad impennarsi coi giovani skin vicentini che si prendono il pit. Esco a respirare un attino ed il cortiletto è imballato di gente, faccio due parole con Miguel dei Rude Pride con il mio spagnolo fatiscente, e scopro che non è così fatiscente come pensavo, ma dentro la Inti non perdona sui tempi e tocca già ai Tacita, un gruppo che volevo assolutamente vedere dal vivo, conosco Andrea dai tempi degli ENNECIBI’ (epico concerto all’Aska dove dovevano suonare anche i Non Servium mi pare, che poi hanno paccato e loro hanno suonato una vita), ma i Tacita non sono mai riuscito a vederli. Intanto arrivano Devil e la Elena che non vedevo da una vita, i ragazzi sul palco attaccano forte con “Tacita” scatenando il primo vero pogo della serata, alternano i pezzi presi dal primo disco, dall’EP e dal recente “Apri gli occhi”, due bei pezzi come “inferno” e “dimmi cos’è”, ma devo ancora ascoltato per bene sto disco, picchi di adrenalina con “Oltre il Muro” e “Cicatrici”, poi concludono con la cover di una cover, ovvero “historia triste” degli Eskorbuto fatta in italiano, che avevano pubblicato gli Ennecibì sul loro disco, da brividi, ho sempre amato sto pezzo.
Già che mi ricordo qualche pezzo fatto qua e la devo darmi una pacca sulla spalla…prima o poi imparerò anche a fare i live report…comunque andiamo avanti, salgono i Clear Cut da Bologna, visti per la prima volta proprio su sto palco qualche mese fa, ed anche oggi bellissima impressione, magicamente veniamo tutti catapultati negli anni ’80 ed i kidz sotto non possono che apprezzare sto quartetto che, è sotto gli occhi di tutti, sa il fatto suo e scalda per bene gli animi dei pelati, iniziano a vedersi anche le suole volanti degli anfibi e l’adrenalina da serata bomba inizia a salire, e quando i Clear Cut finiscono il pit è decisamente imballato per l’arrivo dei Nabat.
Allora “banda bastarda” ce l’ho a casa da quando è uscito, ma l’ho ascoltato pochissimo purtroppo, e tra l’altro mi piace parecchio, il buon Steno sa come si fa l’OI! e porta ancora tutti a scuola, era tanto che non li vedevo e quando attaccano con “Zombie”, “Asociale” e “Nichilistaggio” TUTTI, ma proprio tutti hanno la bocca spalancata e gli occhi sbarrati, davvero molto bello e la bolgia si scarica tutta sulla mia schiena che sono in prima fila…ad un certo punto va su anche il Balestrino e ciao, sti qua fanno sul serio e dai sorrisi che si lanciano direi che si stanno divertendo un sacco anche loro. Concludono con una sudatissima “tempi nuovi”, e l’aria dentro l’Eterotopia è quasi irrespirabile, ottimo, intanto arriva anche Amanda a rinforzare le fila della Punkadeka Crew, che ha iniziato la serata al NoReason Fest a Seregno, superhero!
Nonostante il vigile sguardo della Inti i tempi si sono leggermente allungati, sopravviveremo, intanto guadagno la testa del bancone per una birra che sono in carenza di liquidi, e faccio giusto in tempo a berne un sorso che attaccano i Rude Pride, band che vergognosamente conosco poco e che non ho mai visto live, beh una piacevolissima sorpresa, ottimi agli strumenti, maglietta degli Ostile e dei Negazione, tantissimi kidz accorsi da fuori per ascoltarli e cantare con loro, tanto che Miguel si prende bene e scende nel pit per fare diversi pezzi, prima di salire e mettersi dietro la tastiera, assolutamente fantastici, se non li conoscete ve li consiglio.
Penultima band, da me e credo da tanti la più attesa della serata, i Dalton li ho visti ad uno dei loro primissimi concerti allo STREETcore de Roma a Magenta, qualche anno fa, da allora hanno suonato in un sacco di posti ed hanno fatto uscire un altro splendido disco, che secondo me vince di pochissimo sul primo (anche se Amanda e Maurizio non mi daranno mai ragione), comunque il Giallo e compagni scatenano una bolgia incredibile sotto i colpi di “niente paura”, “la dose fa il veleno”, “estate” ed un pezzo stupendo che pare sarà nella prossima uscita discografica. Concludono con “skinheads” e “bambini” mettendo la parola fine alla mia dignità, il Giallo si butta nel pit e ad un certo punto entra anche un carrello della spesa e mi tocca tenere la reflex come Castrogiovanni tiene l’ovale quando corre verso la meta.
Credo siano le 3 passate, mi cala la palpebra ma ci sono i Sempre Peggio, ho voglia di vederli, e come me l’hanno pensato tanti kidz che al posto che prendere la via di casa hanno preso quella del bancone, poi sono tornati nel pit per finire in bellezza con i grandi classici “Vincenzo”, “al bar di Gola”, un’emozionantissima “quei nomi” e “miglior nemico”.
Fine. Sono le 4 e la serata è stata un completo successo per quanto mi riguarda, i ragazzi si sono divertiti un mondo senza rotture di cazzo che quando l’alcol scorre un po troppo a volte succedono, invece tutti presi benissimo e con tanta voglia di cantare e di chiacchierare, un grosso applauso alla 69 Brigade ed alla S.H.A.R.P. Milano che hanno organizzato tutto alla perfezione, ed un grazie allo spazio che ha ospitato l’evento con grande professionalità, dietro al bancone ma, correggetemi se sbaglio, anche dietro al mixer, l’Eterotopia è uno di quei posti dove posso dimenticarmi per ore lo zaino con dentro portafoglio ed obiettivi ed a fine serata ritrovo ancora tutto.

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