REBORN

YOKOANO + MADBEAT all’ XÒ (Magenta, 18/12/21)

Se la gente avesse saputo che questo sarebbe stato l’ultimo concerto per chissà quanto tempo forse si sarebbe palesata nello storico locale magentino, che ha cambiato nome 100 volte, ma per me rimane un posto unico…sarebbe stata una magra consolazione, pazienza, chi c’era s’è goduto due gruppi enormi e 3 ore di punk rock, che di sto periodo sono ossigeno puro.
Accompagnato dalla mia impareggiabile e paziente moglie torno al 10 di viale Piemonte dopo un sacco di tempo, coi ragazzi di Out Of Control ci siamo appena visti al funerale di Gnappo e non c’è la solita voglia di scherzare, il colpo è stato troppo forte per tutti e siamo decisamente ancora in down per il nostro compagno rosso di capelli e di cuore…gli abbracci sono più forti del solito e si cerca di parlare d’altro perché altrimenti si impazzisce, rivedo dopo un secolo il mio amico Fix, voce dei MadBeat, parliamo della crociera degli amici di Teste Ribelli e di mille altre cose, la voglia di suonare i pezzi nuovi è tanta e si vede negli occhi, e dopo appena una birra salgono già sul palco, come detto all’inizio l’affluenza non è molta, ma i ragazzi sono carichi a molla, e complice la loro bravura scaldano per bene le mura dell’Xò, ben abituate a queste vibrazioni. Fanno tutti i pezzi nuovi presi dall’ultimo 7″ “Cadere” e da “Luci Rosse”, grinta ed attitudine come vorremmo sempre sentire per sti ragazzi in continua crescita, anche se si è in pochi e riecheggia ancora nelle orecchie “mi mancano i concerti”…concludono con un’inaspettata cover dei miei amati Skruigners!
Dopo un piccolo cambio di palco salgono gli Yokoano, visto che tra le pochissime qualità che ho non mi manca la sincerità vi dico che non ho mai sentito nemmeno una nota di questo gruppo e pensavo di annoiarmi per 1 ora e mezza, ma Reb mi dice che sono una mina e mi fido di mio Fratello, e come spesso accade tocca tornare sui propri passi, chiaro che non è il mio genere preferito, ma sono talmente bravi e coinvolti in quello che fanno che trascinano dentro tutti, Dani è una garanzia da quasi 30 anni e con gli strumenti ci sanno fare parecchio, si sente l’esperienza e si vede che non sono ragazzini, però non è sempre così scontato. È quasi mezzanotte e con i pezzi credo più conosciuti c’è qualche temerario che si butta dal palco, compreso il buon Cannuccia che vuole sfoggiare il suo bellissimo maglione natalizio, e tempo un paio di pezzi ci salutano anche gli Yokoano, ma prima di staccare la spina (per chissà quanto…) Dani ci regala “come piace a me”, all’inizio solo lui e chitarra, ma poi sale spontaneamente dal pubblico un ragazzo che si piazza dietro la batteria ed il chitarrista degli Yokoano imbraccia il basso, e di lacrimucce ne ho viste parecchie.
Fine, saluto tutti gli amici e faccio i dovuti complimenti, aggiungo anche un “resistete” ai nuovi gestori del locale, non sapete quanto ha bisogno la provincia di persone come voi.

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